CEO di Neema: la valuta digitale delle Isole Marshall non soddisfa i requisiti dei regolatori statunitensi

Secondo quanto riportato dal sito locale The Times of Israel, il governo delle Isole Marshal deve ancora lavorare sulla sua moneta digitale, che sarà lanciata in collaborazione con la startup israeliana Neema, per rispecchiare i requisiti dei regolatori finanziari degli Stati Uniti.

Anche se il rilascio della moneta, chiamata Sovereign (SOV), è prevista entro fine anno, secondo Times of Israel i regolatori statunitensi sarebbero preoccupati per il possibile impatto negativo che la criptovaluta potrebbe avere sulle banche esistenti nel paese, oltre che per il potenziale rischio di riciclaggio di denaro.

Più precisamente, l'articolo menziona che ogni account SOV sarà completamente identificato e gli acquirenti saranno controllati dall'Office of Foreign Asset Control degli Stati Uniti.

Barak Ben Ezer, amministratore delegato di Neema, ha inoltre rivelato che l'azienda sta preparando un'initial coin offering di monete SOV. L'obiettivo è quello di "essere pronti al lancio una volta che i mercati saranno di nuovo in una fase positiva" e ha aggiunto:

"Sarà fatto una volta che tutte le parti interessate saranno convinte che SOV è pronta, i rischi sono stati mitigati e il momento sta crescendo."

A settembre dello scorso anno, il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito la Repubblica delle Isole Marshall dei rischi associati all'adozione di una criptovaluta come seconda moneta a corso legale, esortando il paese ad abbandonare il progetto.

Intanto, a novembre, le controverse legate a SOV hanno costretto il presidente della Repubblica delle Isole Marshall Hilda Heine ad affrontare un voto di sfiducia. Tuttavia, Heine restò in carica per un solo voto.