Analisi: le nuove proposte di regolamentazione della criptovaluta in Italia

Il Ministero dell’Economia sta curando un decreto per censire l'uso di criptovalute in Italia e creare un registro dei “prestatori di servizi relativi all'utilizzo di valuta virtuale”.

Cointelegraph ha analizzato la bozza del decreto che introdurrà le nuove regolamentazioni, chiedendo opinioni e commenti ad alcuni esponenti del mondo accademico, politico ed imprenditoriale del nostro paese.

2018 - l’anno delle regolamentazioni

Il 2018 potrebbe essere un anno molto particolare per il settore delle criptovalute: l’anno delle regolamentazioni.

Da oriente a occidente i regolatori di tutto il mondo sembrano fare a gara a chi introduce più velocemente nuove norme.

Abbiamo visto l’approccio duro e proibizionista della Cina, volto a controllare fortemente il fenomeno, ma anche l’approccio più moderato di Stati Uniti, Giappone e Svizzera, il cui scopo è la creazione di solide basi per il futuro sviluppo del settore.

Renzo Taffarello, membro dell’Innovation Board dell’Università Ca' Foscari Venezia e dell’Innovation Hub di Ascotrade, spiega perché il fenomeno delle regolamntazioni troverà forte sviluppo nel 2018:

“Questi decreti vengono fatti in questo periodo storico perchè:

1) si è constatato  l’incremento di valutazione di Bitcoin che ha portato a forti incrementi “patrimoniali” associati ai Bitcoin;

2) il verificarsi di numerosi ICO che vedono capitalizzate Start Up;

3) il fatto che l’uso dei Bitcoin sta entrando nell’economia tradizionale;

4) infine, l’ipotesi che le cripto valute possono essere usate per fini illeciti dato che sono al di fuori delle giurisdizioni nazionali.”

In questa giungla di leggi, decreti e confuse dichiarazioni si inserisce anche l’Italia. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il Comunicato Stampa N°22 del due febbraio, si dice infatti impegnato a “comprendere nei suoi diversi aspetti il fenomeno delle valute virtuali in Italia”.

Riccardo Mortandello, sindaco di Montegrotto Terme, ha dichiarato a Cointelegraph:

“Molti paragonano il fenomeno delle cripto valute ad altre bolle speculative recenti ma, a mio modo di vedere, si incorre in un errore sostanziale: le cripto valute sono una chiara risposta del “sistema” ad un presunto momento di superamento del modello bancario tradizionale che in troppi casi non è più allineato ai tempi della tecnologia ma, soprattutto, non più allineato alle esigenze reali delle persone.”

Censire il fenomeno delle criptovalute

Come annunciato sul sito web ufficiale, il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze sta curando il decreto ministeriale pensato per censire il fenomeno delle criptovalute in Italia.

Nello specifico, il decreto definirà le modalità e le tempistiche con cui i soggetti “prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” dovranno comunicare le proprie attività al Ministero.

Il fine del decreto in questione è quello di evitare attività illegali che potrebbero essere effettuate con le criptovalute, in primo luogo il riciclaggio di denaro. La necessità di adempiere agli obblighi antiriciclaggio quando si opera professionalmente con le criptovalute, in realtà, era già stata chiarita lo scorso 25 Maggio, con il decreto legislativo numero 90.

Ricordiamo che l’attuale definizione di “valuta virtuale”, utilizzata all’interno del decreto, è la seguente:

“la rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente.”

Michele Orzan, Digital Leader (Europa) del World Economic Forum e presidente di EuCham (European Chamber) propone di rimuovere la frase "non emessa da una banca centrale o da un'autorità pubblica" dalla definizione di valuta virtuale, in quanto “vari stati stanno per emetterle (e qualcuno l'ha già fatto)”.

Tuttavia il nuovo testo, pubblicato in consultazione pubblica fino al 16 febbraio 2018, propone precise modalità di comunicazione delle proprie attività con le criptovalute al Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché uno schema di possibili tempistiche.

A chi si rivolge il decreto?

Chi sono i “prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale”?

Come apprendiamo dalla bozza del decreto, si tratta di ogni persona fisica o giuridica che fornisce servizi professionali per utilizzare, scambiare, conservare o convertire valute digitali.

Ciò significa che anche tutti gli operatori commerciali che accettano le criptovalute o “valute virtuali” come metodo di pagamento sono inclusi nella definizione.

Pertanto, qualunque attività che sia interessata ad accettare le criptovalute come forma di pagamento per beni, servizi o altri fini sarà tenuta a comunicarlo al ministero nei tempi e nelle modalità che saranno stabilite dal decreto.

Chi fosse già operativo nel territorio italiano al momento di entrata in vigore del decreto, attualmente consultabile in bozza a questo indirizzo, dovrà effettuare la comunicazione al Ministero entro 60 giorni (dall’entrata in vigore del decreto).

Modalità di comunicazione e registro dell’OAM

Gli operatori del settore, secondo la bozza del decreto, dovranno iscriversi ad uno speciale registro tenuto dall’OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori), ovvero l’organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi.

Dopo l’entrata in vigore del decreto, per inviare la comunicazione delle proprie attività al Ministero ed effettuare l’iscrizione al registro, sarà necessario compilare ed inviare un modulo, visibile nella bozza, tramite PEC con firma digitale.

Il modulo richiede dati generali come nome, cognome, estremi di un documento e sede fisica o indirizzo web dell’attività.

Il decreto sarà ovviamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Dopo la pubblicazione del decreto con le relative modifiche sulla Gazzetta Ufficiale, chi opera a livello commerciale o professionale con le criptovalute in Italia, inclusi i commercianti che le accettano come metodo di pagamento, dovrà inviare un semplice messaggio di posta elettronica certificata al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La comunicazione aiuterà il governo a censire il fenomeno ed attuare eventuali indagini per casi di riciclaggio di denaro o altri illeciti.

Michele Orzan si è mostrato scettico nei confronti dell’iniziativa, dichiarando:

“Mentre sicuramente si apprezza la volontà di capire il fenomeno (che però potrebbe essere fatto da un paio di società di ricerca sicuramente meglio e più rapidamente), si finisce sul solito difetto all'italiana: un ulteriore richiesta burocratica.

Per di più è inutile richiedere agli operatori commerciali se accettano o intendono accettare valute virtuali: tra qualche anno tutti o quasi gli operatori commerciali accetteranno anche valute virtuali.

Infine, paradossalmente, sembra di essere ancora nel secolo precedente: inviare moduli tramite posta certificata allo stato, allegando copia del documento emesso dallo stato stesso. Nel 2018 viene da sorridere: e' come se quando stasera nel letto con mia moglie, prima di... ehm, fare festa... le chiedessi di mostrarmi la copia della mia firma che io stesso ho apposto sull'atto di matrimonio, non si sa mai…”

Cosa farà il governo con i dati ricevuti?

Come chiaramente indicato nella bozza del decreto, i dati raccolti dal Ministero, oltre ad essere utilizzati ai fini di censimento, saranno resi disponibili alla Guardia di Finanza ed alla Polizia Postale e delle Comunicazioni per eventuali indagini relative a riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.

Renzo Taffarello, esperto di strategie di internazionalizzazione e innovazione, specializzato in piattaforme digitali e tecnologie relative, ha dichiarato:

“Cosa evidenziano le nuove proposte? Stanno definendo l’obbligatorietà per chi gestisce cripto valuta di iscriversi in appositi elenchi. In sostanza le persone che siano intermediari finanziari o esercenti o altro dovranno dare comunicazione e del fatto che fanno parte dei circuiti di scambio di valore di cripto valuta. È evidente che il governo sta mettendo una serie di Obblighi che sono le premesse per futuri decreti e regolamenti di carattere e fiscale.”

Michele Orzan propone un metodo alternativo per individuare le aziende che operano nel settore:

“Alleggerire le imprese, non appesantirle con ulteriori richieste. Visto che tra breve c'è la dichiarazione dei redditi, basterebbe aggiungere un quadratino e fare la domanda (ciò coprirebbe la maggioranza delle aziende e dei privati che esercitano attività imprenditoriale). In UE abbiamo paesi all'avanguardia, come ad esempio l'Estonia: imparare dai best in class.”

Un passo in avanti verso la regolamentazione

Le nuove proposte evidenziano il crescente interesse del governo italiano per la regolamentazione delle criptovalute.

Francesco Nazari Fusetti, social entrepreneur, fondatore di AidCoin e CharityStars, ha dichiarato:

"Gli enti di regolamentazione in tutto il mondo si stanno muovendo più velocemente del previsto. Sorprendentemente, anche l'Italia sta affrontando seriamente il fenomeno delle criptovalute. Credo che per le imprese italiane sia positivo potersi affidare ad una serie di linee guida, per operare legalmente in questa nuova industria."

Le modifiche al decreto non introducono nuove tasse o particolari normative. Viene semplicemente richiesto ad operatori del settore e commercianti di inviare una comunicazione al Ministero per censire la propria attività, al fine di contrastare eventuali crimini.

Renzo Taffarello, invece, ritiene che il decreto darà il via ad ulteriori regolamentazioni:

“Cosa ci si può aspettare. Tipicamente il governo italiano in materia fiscale a un approccio molto burocratico associato a norme particolarmente difficili da interpretare. Questo potrebbe trasformarsi in una barriera all’adozione di cripto valute a differenza di quanto sta succedendo in altri paesi del Nord Europa o nel mondo.”

Per le attività commerciali oneste del nostro paese le modifiche al decreto non comportano particolari oneri o sacrifici, dunque non dovrebbero rappresentare un ostacolo nel percorso di adozione ed uso delle criptovalute.

Per quanto riguarda le attività criminali, invece, il cui operato danneggia pesantemente l’immagine del settore, le modifiche al decreto offriranno nuovi strumenti di indagine alle forze dell’ordine, favorendo la lotta agli illeciti.

Riccardo Mortandello, sindaco di Montegrotto Terme, conclude:

“Se il fenomeno delle cripto valute non sarà destinato per varie contingenze ad esaurirsi a breve, sarà interessante innanzitutto capire le reali conseguenze che si avranno sull’economia di oggi e come cercare di governare e regolare un fenomeno che se non gestito potrebbe mettere in scacco gli attuali strumenti di politica monetaria. Da una centralizzazione, che nell’immaginario comune deve raggiungere obiettivi di virtuosità, le cripto valute puntano invece ad una decentralizzazione che seppur ovviando ai limiti noti di tutti ciò che viene centralizzato potrebbe far sorgere ulteriori problematiche. Un fenomeno che la politica deve governare ancor prima che i burocrati o le grosse corporazioni mondiali.”

Le interviste sono state realizzate in collaborazione con Lucrezia Cornèr, managing editor di Cointelegraph.