Una petizione per annullare il recente divieto introdotto dalla Banca Centrale Indiana raccoglie oltre 18.000 firme

In seguito alla notizia che la Banca Centrale Indiana non fornirà i propri servizi a persone o aziende legate al settore delle criptovalute, dal 5 aprile ad oggi una petizione su Change.org per "rendere l'India un paese all'avanguardia nella rivoluzione delle applicazioni Blockchain" ha raccolto oltre 18.000 firme.

La petizione richiede al governo indiano di supportare l'industria delle criptovalute, in quanto offre nuove opportunità di lavoro ai giovani del paese:

“Esistono decine di migliaia di giovani che hanno trovato lavoro in compagnie operanti nel settore della Blockchain. Si tratta di un risultato incredibile per un governo che non riesce ad incrementare il tasso d'occupazione."

Secondo la petizione, il divieto introdotto dalla Reserve Bank of India (RBI), che l'investitore Tim Draper ha recentemente definito "una totale idiozia", potrebbe portare ad un incremento di scambi irregolari di criptovalute. Tale abolizione potrebbe inoltre eliminare le potenziali entrate governative generate dagli exchange di criptovalute, nonché portare ad un crollo a lungo termine dei mercati.

La petizione sottolinea che lo sviluppo di tecnologie Blockchain a livello globale è inevitabile, e sollecita il governo indiano a rimanere competitivo in questo settore rispetto ad altri paesi:

“I concetti di criptovalute e Blockchain non possono essere fermati. Si può solo decidere se partecipare a pieno ritmo, oppure essere lasciati indietro. L'atteggiamento del governo mostra il desiderio di essere lasciato indietro, dopo aver mancato prima la rivoluzione di internet, poi quella delle intelligenze artificiali, ed ora la rivoluzione Blockchain.

Oltre alla petizione, il divieto ha incontrato una forte resistenza anche da molti importanti membri della comunità. Ajeet Khurana, CEO dell'exchange indiano Zebpay, ha sfacciatamente dichiarato su Twitter che continuerà ad operare come ha sempre fatto:

Nischal Shetty, CEO dell'exchange indiano WazirX, ha invece pubblicato un messaggio indirizzato alla RBI, invitando l'ente governativo a "riconsiderare" il divieto.

La petizione menziona inoltre l'interesse da parte della RBI di creare la propria valuta digitale, rivelato ufficialmente il medesimo giorno dell'entrata in vigore del divieto. "La RBI vuole esplorare la tecnologia Blockchain, ma impedire agli altri di fare lo stesso", affermano gli organizzatori della petizione.

Il collaboratore di Cointelegraph Joseph Young fa tuttavia notare su Twitter come il recente divieto introdotto dalla Banca Centrale Indiana "non cambia lo stato legale delle criptovalute" nel paese.