Quest'anno il volume delle ICO è già raddoppiato rispetto all'intero 2017, rivela un recente studio

Stando ad uno studio pubblicato in data 29 giugno da PwC in collaborazione con la Crypto Valley Association, il settore delle Initial Coin Offering (ICO) è in forte espansione nonostante il recente collasso delle criptovalute.

Tra gennaio e maggio di quest'anno infatti il volume delle ICO è già due volte maggiore rispetto a quello dell'intero 2017. In un comunicato stampa allegato al rilascio del resoconto, PwC ha dichiarato:

"In totale, da inizio anno ad oggi sono state registrate 537 ICO, con un volume complessivo di oltre 13.7 miliardi di dollari. Nel 2017 sono state invece lanciate 552 ICO, con un volume leggermente superiore ai 7 miliardi. Anche la portata media di questi progetti è quasi raddoppiata a meno di un anno di distanza, da 12,8 milioni a oltre 25,5 milioni".

Vengono anche citate le ICO di Telegram e EOS, che hanno conseguito risultati incredibili. Telegram ha infatti ottenuto un finanziamento di 1,7 miliardi di dollari, mentre EOS oltre due volte tanto: la bellezza di 4,1 miliardi.

Lo studio rivela inoltre che Stati Uniti, Singapore e Svizzera sono oggi i paesi più importanti per quanto riguarda il settore delle ICO, dovuto in gran parte ai progressi compiuti nelle regolamentazioni. In particolare, nella città di Zugo, in Svizzera, è stata fondata la cosiddetta "Crypto Valley", un centro dedicato allo sviluppo della tecnologia blockchain e delle start-up operanti nel settore delle criptovalute. Anche piccole nazioni e città-stato come Hong Kong, Gibilterra, Malta e Liechtenstein hanno ottenuto alcuni successi in questo campo, ricalcando i modelli adottati dai tre paesi citati in precedenza.

Per quanto riguarda il quadro normativo, i ricercatori hanno identificato l'implementazione di tre diversi approcci:

"Gli Stati Uniti utilizzano un sistema centralizzato, nel quale i token offerti dalle ICO vengono considerati delle security. Al contrario in Europa prevalgono regolamentazioni differenti. La FINMA, ad esempio, suddivide i token in tre diverse tipologie: asset, payment e utility token. Quest'ultimi non rappresentano un vero e proprio investimento, ma permettono all'acquirente di accedere in maniera diretta al prodotto o al servizio finanziato dalla ICO. Infine, in Asia le regolamentazioni sono molto eterogenee: variano dal totale proibizionismo alla promozione attiva dell'industria".

Istituzioni tradizionali e organi di regolamentazione finanziaria rimangono tuttavia scettici riguardo alle ICO: Adena Friedman, CEO di Nasdaq, ha infatti dichiarato che tali progetti rappresentano "un serio rischio" per gli investitori a causa delle numerose lacune giuridiche. Questo mese, il presidente della SEC Jay Clayton ha chiarito la posizione dell'ente governativo nei confronti delle ICO: sono security e dovrebbero essere regolamentate come tali.