In un precedente contributo abbiamo analizzato le prime due novità della Legge di Bilancio 2025, che non fanno di certo sorridere i crypto-investitori. Vediamo ora di approfondire la terza: stiamo parlando della possibilità di rivalutare il valore dei propri asset detenuti al 1° gennaio 2025. Ma come funziona nello specifico? Può essere applicata alla totalità degli investimenti effettuati? Facciamo ordine e vediamo se e quando conviene sfruttare la possibilità di effettuare la rivalutazione delle proprie criptovalute nel 2025.
Cosa dice la legge?
La rivalutazione è uno strumento ben noto al nostro legislatore, che in passato aveva già proposto di applicarla ad asset come le criptovalute. In sede di Legge di Bilancio 2023, infatti, avevamo già illustrato la modalità di adesione alla stessa.
In questa sede vediamo di analizzare le eventuali differenze con la rivalutazione del valore delle criptovalute al 2025. Come sempre partiamo dalla norma, ossia il comma 26 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2025:
"Agli effetti della determinazione delle plusvalenze e delle minusvalenze di cui alla lettera c-sexies) [...] per ciascuna cripto-attività posseduta alla data del 1° gennaio 2025 può essere assunto, in luogo del costo o del valore di acquisto, il valore a tale data, determinato ai sensi dell’articolo 9 del citato testo unico, a condizione che il predetto valore sia assoggettato a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 18 per cento."
"L’imposta sostitutiva di cui al comma 26 è versata entro il 30 novembre 2025."
"L’imposta sostitutiva può essere rateizzata fino al numero massimo di tre rate annuali di pari importo, a partire dal 30 novembre 2025."
Riassumendo la normativa, è possibile rivalutare il valore del proprio patrimonio alla data del 1° gennaio 2025 pagando un'imposta sostitutiva del 18%. Come e quando posso pagarla?
- entro il 30 novembre 2025 in un'unica rata;
- in tre rate annuali, con il primo versamento da effettuare entro il 30 novembre 2025.
Quando è conveniente sfruttare la rivalutazione delle criptovalute nel 2025?
Proviamo a fare un paio di esempi considerando o meno la rivalutazione, in modo da comprendere nell'immediato se e quanto potrebbe essere conveniente aderirvi. Fatte le seguenti ipotesi i cui valori sono puramente esemplificativi:
- 2018: acquisto BTC a 17.000€;
- 01/01/2025: valore BTC a 100.000€;
- 07/03/2025: valore BTC a 130.000€.
Ipotizziamo due scenari:
Come è intuibile dall'esempio, lo sfruttamento della rivalutazione permetterebbe un potenziale risparmio di 3.580€.
A differenza dell'ultima rivalutazione proposta dalla Legge di Bilancio 2023 che obbligava a rivalutare l’intera quantità dei propri asset, con la rivalutazione delle criptovalute 2025 è obbligatorio rivalutare tutte le crypto attività aventi la medesima denominazione.
In altre parole, se possiedo 7 BTC e 12 SOL, e intendo sfruttare la rivalutazione delle criptovalute nel 2025, sono costretto a rideterminare il valore di acquisto al 1° gennaio 2025 di tutti i miei 7 BTC oppure di tutti i miei 12 SOL, indipendentemente da dove siano detenuti (CEX, DEX, hot o cold wallet...).
Una possibile strategia
Abbiamo pensato però ad una possibile strategia, qualora un investitore avesse intenzione di fare cash out nel breve termine di una sola parte dei propri possedimenti di uno specifico asset. Facciamo due esempi:
Caso 1 – Possiedo 7 BTC acquistati nel 2018 e so che a gennaio farò cash out con tutto il mio patrimonio. Sfrutto interamente la rivalutazione e rivaluto il costo di acquisto dei miei 7 BTC, il cui costo di acquisto del 2018 sarà molto più basso del valore che tale asset possiede a gennaio 25. È il classico caso di rivalutazione ipotizzato nell'esempio sopra riportato, che ogni investitore può valutare con calma nel 2025;
Caso 2 – Possiedo 7 BTC acquistati nel 2018 e vorrei fare cash out a gennaio solo con 3 di essi. La rivalutazione me lo impedisce perché mi obbliga a rivalutare tutti e sette i miei BTC. Potrebbe essere ipotizzabile seguire questo comportamento:
- effettuare una transazione crypto su crypto entro il 31/12/204 cedendo 3 BTC per 100 SOL;
- nel 2025 fare cash out vendendo i miei 100 SOL;
- rivalutare (qualora fosse il caso) solo questi 100 SOL.
A scanso di equivoci ci premuriamo di ricordare alcuni aspetti: ogni operazione di questo tipo comporta dei rischi finanziari, e la redazione di Cointelegraph non possiede né le competenze né il diritto di elargire consigli finanziari o raccomandazioni di altro genere. Inoltre, dal punto di vista fiscale ogni strategia di ottimizzazione deve essere studiata in base alle misure e considerando le esigenze di ogni singolo investitore, società o persona fisica che sia.
Limiti della rivalutazione delle criptovalute nel 2025
Di seguito elenchiamo 4 aspetti di cui ogni investitore dovrebbe tenere conto prima di procedere o meno alla rivalutazione dei propri asset:
- tipologia di asset: come anticipato, la rivalutazione delle criptovalute 2025 obbliga a rivalutare l'intero ammontare di uno specifico asset detenuto;
- interessi: in caso di opzione per il pagamenti non in un'unica soluzione bensì tramite tre rate annuali, è prevista altresì la corresponsione del 3% annuo di interessi da versare contestualmente alla seconda e terza rata;
- minusvalenze: l'assunzione del valore al primo gennaio 2025 quale valore di acquisto dei propri asset non consente il realizzo di minusvalenze utilizzabili. Tornando all'esempio precedente: se al 05/01/2025 i miei SOL valgono 90.000€, non posso dedurre l'importo di 10.000€;
- rigidità dei termini: l'adesione alla rivalutazione si perfeziona con il pagamento dell'intero importo o della prima rata entro il 30/11/2025. Qualora entro tale data non venga versata nemmeno la prima rata, la possibilità di aderire decade automaticamente.
Come è possibile aderire alla rivalutazione delle proprie criptovalute nel 2025? Essendo la Legge di Bilancio appena stata approvata non sussiste ancora un documento ufficiale rilasciato dall'Agenzia Entrate. Nell'attesa delle comunicazioni e dei chiarimenti ufficiali, consigliamo agli investitori di raccogliere attentamente quanti più dati possibili sul proprio patrimonio in modo da arrivare preparati per tempo e decidere insieme al proprio consulente la strategia più idonea da adottare.
Giammarco Brega (Studio Brega) è un Dottore Commercialista e Revisore Legale classe 1988. Si occupa di consulenza fiscale e finanziaria, business planning e finanza agevolata. Nel 2015 ha costituito insieme ad un amico la CB Digital Company Srl, una società che si occupa di social media marketing, con un duplice obiettivo: affiancare brand multinazionali nello sviluppo di strategie di comunicazione e favorire la digitalizzazione delle PMI. Ama discutere di innovazione: da qualche anno a questa parte la tecnologia blockchain e le dinamiche della token economy sono diventate la sua passione, e favorirne l’impiego da parte delle PMI uno dei suoi obiettivi.