Il governo non può adottare approcci differenti per criptovalute e blockchain, afferma un ricercatore sudcoreano

Durante il Seoul Financial Forum di quest'anno, un ricercatore sudcoreano ha fortemente criticato l'approccio adottato dal governo per la regolamentazione della tecnologia blockchain.

Park Sung-joon, a capo del Centro di Ricerca Blockchain della Dongguk University, rivolgendosi a Lee Geun-woo, presidente del Servizio di Supervisione Finanziaria della Corea del Sud, ha dichiarato che adottare approcci differenti per criptovalute e blockchain sarebbe totalmente inutile.

Uno non può realisticamente esistere senza l'altro, ha sostenuto l'uomo:

“Nel mercato dei beni digitali, le monete virtuali e le blockchain non possono essere separate: queste ultime hanno bisogno delle prime per portare a termine i pagamenti".

A tali affermazioni, Lee Geun-woo ha risposto:

"Comprendo le preoccupazioni di Park Chan-hee. Riferirò i suoi consigli alle autorità finanziarie".

Ad aprile di quest'anno, il celebre educatore e oratore Andreas Antonopoulos ha messo in guardia la comunità riguardo al concetto di blockchain che non fanno uso di criptovalute, definendo tali progetti "database molto lenti".

Oltre il confine, le autorità cinesi pianificano di rilasciare una classifica completa dei progetti blockchain. Al momento è stata pubblicata una lista contenente 26 criptovalute.

Sempre in Cina, un gruppo di ricercatori ha rivelato che una grossa fetta delle iniziative in questo settore chiude i battenti dopo appena 15 mesi.

A partire dal terzo trimestre dello scorso anno, il governo della Corea del Sud ha tentato in ogni modo di controllare il mercato delle criptovalute, imponendo tasse salatissime e vietando sia scambi anonimi che ICO.