Lo staff della SEC pubblica un framework per determinare se un asset digitale è un contratto di investimento

Il staff della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti ha pubblicato un framwork che aiuta i partecipanti al mercato a verificare se un asset digitale è considerato un contratto di investimento e, quindi, una security. Il nuovo "Framework for ‘Investment Contract’ Analysis of Digital Assets" è stato pubblicato il 3 aprile, accompagnato da una dichiarazione ufficiale.

Il framework è opera di due commissari della SEC: Bill Hinman, direttore della sezione Corporation Finance e Valerie Szczepanik, consulente senior per asset digitali e innovazione.

Pertanto, il documento, più assimilabile a delle "linee guida", non rappresenta un regolamento o una dichiarazione propria della commissione statunitense, che secondo quanto riportato non avrebbe né approvato né disapprovato il suo contenuto.

Come sottolineato dagli autori, il framework non fornisce una consulenza legale formale, ma serve da strumento analitico, per aiutare i gestori di Initial Coin Offering (ICO) e gli emittenti di token a determinare se il loro progetto sia soggetto o meno alle leggi sulle security. I partecipanti al mercato sono quindi invitati a consultare ulteriormente le regole e le normative formali disponibili presso l'Hub Strategico per l'Innovazione e la Tecnologia Finanziaria della SEC (FinHub).

Il framework mira principalmente a determinare se un asset digitale ha le caratteristiche di un particolare tipo di security - il contratto di investimento - e non copre quindi l'intera gamma di classificazioni possibili.

In conformità con il test Howey, si ritiene che tale contratto esista laddove vi sia un investimento in un'impresa comune, in cui gli investitori siano ragionevolmente portati ad aspettarsi profitti generati da altri.

Il framework tratta nel dettaglio tutti gli aspetti del test di Howey in relazione agli asset digitali, a cominciare dall'investimento di denaro e dall'elemento distinto di un'impresa comune che vale per i contratti di investimento. Riguardo quest'ultimo, gli autori sottolineano che "nella valutazione degli asset digitali, abbiamo scoperto che esiste tipicamente un'impresa comune".

Il framework dedica circa sei pagine al criterio più complesso, ossia la "ragionevole aspettativa di profitti derivati ​​dagli sforzi altrui", che viene descritto come il "problema principale quando si analizza un asset digitale tramite il test di Howey".

Gli autori affermano che gran parte dell'indagine per questo criterio si concentra sulla realtà economica della transazione stessa e sulla "natura attribuita allo strumento nel commercio dai termini dell'offerta, dal piano di distribuzione e dagli incentivi economici".

Come riportato in precedenza, diverse figure del settore delle criptovalute e numerosi legislatori hanno ripetutamente esortato la SEC a fornire maggiore chiarezza normativa riguardo l'interazione tra i token basati su blockchain e le leggi sulle security.