Polizia sudafricana indaga su uno schema di Ponzi: 28.000 gli investitori truffati

La polizia sudafricana sta indagando su una presunta frode riguardante degli investimenti in criptovalute. Secondo una dichiarazione ufficiale delle forze dell'ordine pubblicata il 25 maggio, oltre 28.000 investitori avrebbero subito perdite superiori a 1 mld di rand (80,4 mln di dollari).

Dalla dichiarazione si apprende che il caso è stato assegnato all'unità investigativa The Hawks, e coinvolgerebbe la società "BitCaw Trading Company, nota anche come BTC Global":

"Si ritiene che agli utenti di BTC Global sia stato promesso un interesse giornaliero del 2%, settimanale del 14% e infine un interesse mensile del 50%, con pagamenti effettuati ogni lunedì. Alcuni degli investitori sono stati pagati secondo gli accordi. Tuttavia, tali pagamenti si sono improvvisamente fermati."

Considerate queste promesse non realistiche, la presenza di un programma di referral del 4% e altri segnali di allarme, l'agenzia di marketing SEO Spark ha ritenuto che BTC Global fosse uno schema di Ponzi, prevedendo perdite per gli investitori.

BitCaw Trading ha negato qualsiasi coinvolgimento con BTC Global, dichiarando che la società "non gestisce i soldi di terzi e non offre alcun tipo di investimento".

Secondo il sito web di BTC Global, l'interruzione improvvisa dei pagamenti è da attribuire ad un ex-amministratore che la società afferma di "non riuscire a localizzare":

"Siamo scioccati e arrabbiati come tutti. Ma sapevamo quanto fosse rischioso affidare dei fondi a Steven. Fino a quando Steven Twain non si fa vivo o non viene trovato non c'è nulla che il team amministrativo possa fare... "

Il tenente generale dell'unità The Hawks Yolisa Matakata ha invitato tutti gli investitori interessati a farsi avanti. "Questa potrebbe essere solo la punta dell'iceberg. Potrebbero esserci altre migliaia di persone che ancora non sanno di aver perso il loro denaro", ha affermato nella dichiarazione.

Ieri, 25 maggio, la Banca Centrale del Sudafrica ha scelto di chiamare le criptovalute "token digitali", in quanto "non soddisfano i requisiti del denaro".