La FSC della Corea del Sud accusa Upbit di aver manipolato i propri volumi di scambio

Pare che Upbit, il più importante exchange di criptovalute in Corea del Sud, sia stato accusato dagli organi di regolamentazione del paese di aver inflazionato almeno in tre occasioni, da ottobre 2017 a dicembre 2018, i propri dati sui volumi di scambio.

Secondo quanto riportato dal portale d'informazione The Korea Times, la Financial Services Commission (FSC) sta attualmente indagando su due dirigenti di Dunamu, l'azienda che gestisce la piattaforma di scambio, e su un impiegato di Upbit. I tre individui non sono stati tuttavia ancora arrestati.

"Sono preoccupato che gli investitori possano perdere il proprio denaro in questo mercato a causa di exchange come Upbit", ha affermato un funzionario della FSC, il quale ha poi aggiunto:

"È necessario trovare un modo per rendere l'industria giusta e trasparente."

Upbit ha tuttavia negato tali accuse, definendole "del tutto false":

"Upbit, in quanto ente giuridico, non ha mai liquidato alcun asset acquisito grazie a truffe o utilizzato asset fraudolenti per incrementare il numero di transazioni."

A settembre di quest'anno Danamu ha annunciato l'apertura di una nuova piattaforma di scambio a Singapore:

"Poiché Singapore supporta attivamente la tecnologia blockchain, la nostra espansione nel paese ci permetterà di guidare un gran numero di progetti in questo settore, e ottenere maggiore competitività a livello internazionale".