Con l'adozione delle criptovalute che avanza in diverse parti del mondo, la Spagna continua a registrare importanti sviluppi nel settore blockchain a livello locale, grazie anche all'approfondimento delle tecnologie Web3 da parte del suo più grande fornitore di servizi di telefonia.
Telefónica, la multinazionale delle telecomunicazioni con sede a Madrid, in Spagna, ha abilitato i pagamenti con criptovalute come Bitcoin , Ether , Litecoin , USD Coin e molte altre, sul suo marketplace online chiamato Tu. L'azienda ha integrato un servizio di cripto pagamento fornito da Bit2Me, un exchange spagnolo, per ricevere cripto in cambio dei suoi prodotti tecnologici. L'exchange ha annunciato l'integrazione durante l'evento Telefónica Metaverse Day.
Cosa pensate che stiamo preparando con @Telefonica? pic.twitter.com/cYijpO1Zyj
— Bit2Me (@bit2me) September 29, 2022
¿Qué creéis que estamos preparando con @Telefonica? pic.twitter.com/cYijpO1Zyj
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Oltre ad integrare le criptovalute nel suo store online, l'azienda di telecomunicazioni ha annunciato di recente la sua collaborazione con la società di software Qualcomm Technologies, per far crescere il suo ecosistema di realtà estesa (XR) e dare vita al Metaverso.
Secondo Daniel Hernández, dirigente di Telefónica, l'azienda ha collaborato con Qualcomm in vista del futuro e per costruire la sua infrastruttura. Questo per rimanere al passo con gli sviluppi, e poter fornire servizi innovativi ai propri clienti.
Oltre agli sforzi per integrare le criptovalute e costruire il Metaverse, l'azienda si è anche cimentata con i token non fungibili (NFT), sviluppando e rilasciando il proprio marketplace NFT integrato con il crypto wallet MetaMask.
Questo non è il primo contatto di Telefónica con la tecnologia blockchain. Come riportato in precedenza da Cointelegraph, nel 2019 l'azienda ha annunciato un'iniziativa a sostegno delle startup di blockchain e intelligenza artificiale (AI). La mossa mirava a potenziare gli ecosistemi tradizionali con le tecnologie emergenti.
Nel 2020, Telefónica ha collaborato con Deutsche Telekom e il provider britannico Vodafone per testare una soluzione blockchain al fine di regolare gli accordi di sconto sul roaming. Si prevedeva che la soluzione basata su blockchain riducesse i costi per le telco e creasse workflow di regolamento più efficienti per le transazioni inter-aziendali.