Stablecoin ed Ether (ETH) sono commodities che dovrebbero rientrare nella sfera di competenza della Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti, ha affermato nuovamente il suo presidente durante una recente audizione al Senato.
L'8 Marzo, in occasione dell'udienza del Senato, Rostin Behnam, presidente della CFTC, è stato interpellato dalla senatrice Kirsten Gillibrand in merito alle divergenze di vedute tra l'autorità di regolamentazione e la Securities and Exchange Commission riguardo l'accordo raggiunto nel 2021 dalla CFTC con l'emittente di stablecoin Tether. Behnam ha risposto:
"A prescindere da un quadro normativo sulle stablecoin, a mio avviso saranno delle commodities".
"Era chiaro al nostro team di enforcement e alla commissione che Tether, una stablecoin, era una commodity", ha aggiunto.
In passato, la CFTC ha affermato che alcuni asset digitali come Ether, Bitcoin (BTC) e Tether (USDT) erano commodities — come nella causa intentata contro il fondatore di FTX Sam Bankman-Fried a metà Dicembre.
Si tratta di un rimprovero piuttosto duro (quasi appassionato?) alle posizioni "tutto tranne BTC è una security" e " le stablecoin sono securities". Sarebbe bello se la CFTC rilasciasse l'analisi legale su questi argomenti che il presidente Behnam dice di aver fatto. https://t.co/RIeTgUxTFd pic.twitter.com/LGtuEPs4X3
— Lawtoshi (@lawtoshi) March 8, 2023
This is a pretty stark (almost impassioned?) rebuke of the ‘everything except BTC is a security’ and ‘stablecoins are securities’ positions. Would be great if the CFTC released the legal analysis on these issues Chairman Behnam says it did. https://t.co/RIeTgUxTFd pic.twitter.com/LGtuEPs4X3
— Lawtoshi (@lawtoshi) March 8, 2023
Alla domanda su quali prove la CFTC avrebbe presentato per ottenere un'influenza normativa su Ether durante l'udienza al Senato, Behnam ha risposto che "non avrebbe permesso" ai prodotti futures su Ether di essere listati negli exchange della CFTC se "non avesse sentito fortemente che si trattava di un asset commodity", aggiungendo:
"Abbiamo un rischio di contenzioso e di credibilità dell'agenzia se facciamo una cosa del genere senza una seria difesa legale a sostegno della nostra tesi e cioè che [l'asset] è una commodity".
Questo commento sembra aver consolidato l'opinione talvolta incerta di Behnam sulla classificazione di Ether. Lo scorso Novembre, durante un evento su invito presso l'Università di Princeton, aveva affermato che Bitcoin era l'unica criptovaluta che poteva essere considerata una commodity, escludendo Ether. Solo un mese prima aveva suggerito che anche Ether poteva essere considerato una commodity.
Le ultime dichiarazioni di Behnam sono in contrasto con l'opinione del presidente della SEC, Gary Gensler, che in un'intervista al New York Magazine del 23 Febbraio ha affermato che "tutto ciò che non è Bitcoin" è una security, un'affermazione che è stata respinta da diversi avvocati specializzati in criptovalute.
I diversi punti di vista dei regolatori del mercato potrebbero creare le premesse per un conflitto, dal momento che ciascuno di essi si contende il controllo normativo dell'industria delle criptovalute.
A metà Gennaio, la SEC ha esercitato la sua autorità contro l'emittente di stablecoin Paxos, affermando che potrebbe citare in giudizio l'azienda per violazione delle leggi sulla protezione degli investitori, sostenendo che la sua stablecoin Binance USD (BUSD) è una security non registrata.
Nello stesso periodo, l'autorità di regolamentazione ha preso di mira anche Terraform Labs, definendo la sua stablecoin algoritmica TerraUSD Classic (USTC) una security, una mossa che secondo il consulente legale di Delphi Labs, Gabriel Shapiro, potrebbe essere una sorta di "roadmap" per il modo in cui la SEC potrebbe strutturare future azioni legali contro altre emittenti di stablecoin.
Le misure restrittive della SEC nei confronti delle criptovalute sono state respinte dall'industria. Jeremy Allaire, fondatore e CEO di Circle, ha dichiarato di non credere che "la SEC sia l'autorità di regolamentazione per le stablecoin", affermando che dovrebbero essere supervisionate da un'autorità di regolamentazione bancaria.