Società di mining svizzera colpita da misure restrittive per ICO potenzialmente non autorizzata

L'Autorità Federale di Vigilanza sui Mercati Finanziari (FINMA) della Svizzera ha stabilito delle misure di enforcement nei confronti della società di mining Envion AG, per vendita di token potenzialmente non autorizzata. Lo ha rivelato l'agenzia di regolamentazione in un comunicato stampa del 26 luglio.

La società svizzera Envion AG è una compagnia di mining off-grid che sostiene di utilizzare energia pulita e decentralizzata per alimentare le sue unità di mining portatili, ed ha completato la sua Initial Coin Offering (ICO) per il token EVN a metà gennaio di quest'anno.

L'indagine della FINMA sul caso indica che nel contesto della sua ICO, Envion AG ha accettato circa 100 mln di franchi (equivalenti a circa 100,01 mln di dollari) da oltre 30.000 investitori in cambio dell'emissione di token EVN "sotto forma di obbligazioni".

L'autorità di regolamentazione chiarisce che il procedimento è incentrato su "possibili violazioni del diritto bancario derivanti dall'accettazione potenzialmente non autorizzata di depositi pubblici" durante la vendita di token.

Anche se la FINMA si è rifiutata di esprimere ulteriori commenti sul caso, il contesto svizzero fornisce un framework per le ICO solido e differenziato , la cui versione più recente è stata rilasciata dalla FINMA a metà febbraio di quest'anno, un mese dopo la conclusione della raccolta fondi di Envion.

Nei primi di luglio, la Svizzera è stata classificata il paese "più favorevole" per le ICO dopo gli Stati Uniti, superando il terzo posto di Singapore. La ricerca si basava sul numero di progetti ICO per paese rientrati nella lista "Top 100 ICO per capitale raccolto".