Questa settimana sono emersi i primi segnali di un'iniziale ripresa costante del prezzo di Bitcoin (BTC), a seguito di un allontanamento dal dollaro statunitense da parte degli investitori, scaturito da dati economici più deboli del previsto.

In dettaglio, il ribasso di Bitcoin osservato la scorsa settimana a meno di 33.000$ è stato riassorbito, spingendo il prezzo fino a quota 39.300$ in data 1° febbraio. Nelle scorse ore BTC ha corretto al di sotto dei 37.000$, ma mantenendo tuttora una crescita del 13% dal minimo locale.

Contestualmente, l'indice del dollaro statunitense (DXY), che misura la forza della moneta contro un paniere di valute estere, venerdì scorso è salito a 97,441, registrando il miglior livello da luglio 2020. Ciononostante, il 3 febbraio l'indice ha corretto di quasi l'1,50%, raggiungendo i 96,00.

Grafico giornaliero di DXY vs. BTC/USD. Fonte: TradingView

Diversi analisti di mercato hanno percepito la debolezza del dollaro come una rivalutazione dei timori scaturiti dal rialzo dei tassi.

Per esempio, Lyn Alden, fondatore di Lyn Alden Investment Strategy, ha twittato che "la scorsa settimana la Fed ha raggiunto l'apice in termini di scenari aggressivi di [quantitative] tightening", denotando che la banca centrale possa rimodulare i suoi piani a fronte della "decelerazione economica e i deboli dati del PMI".

Scendono l'attività delle fabbriche statunitensi e l'occupazione

Alden ha citato la crescita manifatturiera degli Stati Uniti, che, secondo i dati rilasciati martedì, a gennaio 2022 avrebbe registrato un ulteriore calo per il terzo mese di fila. In particolare, l'indicatore dell'attività delle fabbriche dell'Institute for Supply Management ha raggiunto 57,60, il peggior livello da novembre 2020, rispetto a 58,80 del mese precedente.

Dati sulla crescita del settore manifatturiero negli Stati Uniti. Fonte: ISM, Bloomberg

Inoltre, i dati dell'ADP Research Institute rilasciati mercoledì mostrano delle incrinature nell'attuale ripresa economica negli Stati Uniti, rivelando che a dicembre 2021 l'occupazione in tutte le aziende sia scesa di 301.000, il valore più elevato dai primi giorni della pandemia di Covid-19.

Dati più bassi del previsto sono arrivati una settimana dopo la conferenza stampa del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Egli ha sollevato speculazioni sui tre aumenti dei tassi di interesse nel 2022 per contenere la crescente inflazione statunitense. La dura svolta di Powell ha spinto il prezzo di Bitcoin verso il basso, rafforzando il dollaro statunitense.

Attualmente, i futures sui tassi statunitensi suggeriscono quattro o cinque aumenti dei tassi nel 2022. James Bullard, presidente della filiale di St. Louis della Fed, ha ulteriormente alimentato i timori di un "inasprimento" affermando, all'inizio di questa settimana, che cinque aumenti non andrebbero considerati "una scommessa troppo azzardata".

Tuttavia, i suoi commenti hanno coinciso con un rally di Bitcoin e una speculare contrazione per il dollaro, spingendo Alden e altri analisti ad ipotizzare che il mercato possa aver reagito in modo eccessivo alle politiche di inasprimento di Powell. 

Funzionari della Fed ancora cauti

Uno dei principali catalizzatori dietro i piani di rialzo dei tassi della Fed era una ripresa costante del mercato del lavoro statunitense. Ma con le recenti elaborazioni automatiche dei dati inferiori al previsto, la banca centrale potrebbe far marcia indietro circa i suoi piani di inasprimento. 

"Sono passati da 'tutte le chiacchiere e poca azione' al 100% di aria fritta", twitta Preston Pysh, fondatore della Pylon Holding Company. Inoltre, alcuni funzionari della Fed ipotizzano che la banca centrale potrebbe non procedere con gli aumenti dei tassi in modo così aggressivo come previsto.

Per esempio Esther George, presidente della Fed di Kansas City, ha affermato che "adeguamenti inaspettati" non sarebbero nell'interesse di nessuno. Allo stesso modo, anche Mary Daly, capo della Fed di San Francisco, mette in guardia contro una stretta troppo imminente.

"Politica della Fed dura al massimo. Potenzialmente compromettente. Implicazioni per il dollaro."

Attualmente, il Fed Watch Tool del CME prevede una possibilità del 94,40% di un aumento dei tassi di 25 bps a marzo 2022. Ma rimane poco chiara la possibilità di aumenti back-to-back per il resto del 2022. 

"Aumenteranno, ma non così tanto come implica la curva seguente", riporta Teddy Vallee, fondatore di Parvelle Global, un hedge fund con sede a New York, aggiungendo:

"Nel caso peggiore, pricing del settore degli asset digitali".

Di conseguenza, la stessa narrativa che la scorsa settimana ha spinto il prezzo di Bitcoin verso nuovi minimi plurimensili sembra mostrare delle lacune.

Le opinioni qui espresse sono esclusivamente dell'autore e non riflettono necessariamente quelle di Cointelegraph.com. Ogni investimento comporta dei rischi: dovresti condurre le tue ricerche prima di prendere una decisione.