Due cittadini russi sono stati accusati di aver sfruttato i computer di organizzazioni statali per il mining illecito di criptovalute.

Come recentemente riportato dall'agenzia di stampa locale Tass, i due individui avrebbero infettato l'hardware in questione tramite web browser, con un programma che sfrutta la potenza di calcolo dei dispositivi per generare criptovalute.

Pare che uno degli indagati, un residente della città di Kurgan, abbia persino realizzato una vasta botnet per infettare computer in varie regioni del Paese. Il secondo individuo ha invece concentrato le sue operazioni di mining sull'hardware presente nell'erogatore statale di acqua JSC Rostovvodokanal. 

Il mining può utilizzare fino all'80% della potenza di calcolo di un computer

L'utilizzo illecito della potenza di calcolo di un computer per il mining di criptovalute senza l'esplicito consenso del proprietario viene definito "cryptojacking". Tass non ha rivelato quali monete digitali venivano generate dai due criminali.

In una dichiarazione rilasciata durante una conferenza stampa del 16 dicembre, Nikolay Murashov — Vicedirettore del Centro di coordinamento nazionale per gli incidenti informatici — ha spiegato che "fino all'80% della potenza di calcolo di un computer può essere utilizzata per generare monete virtuali, senza che l'utente legittimo ne sia a conoscenza."

Murashob ha inoltre sottolineato che questo utilizzo illecito della potenza di calcolo può avere effetti fortemente negativi sulle operazioni di business e sulle prestazioni aziendali. Ha per questo motivo messo in guardia le compagnie, consigliando loro di adottare misure di sicurezza adeguate.

Normative sempre più stringenti

Il caso più celebre di mining illecito di criptovalute risale a febbraio dello scorso anno, quando alcuni ingegneri del Russian Federal Nuclear Center sono stati arrestati dopo aver cercato di utilizzare uno dei più grandi supercomputer russi per generare Bitcoin.

Pare che la Russia pianifichi di introdurre una nuova legge che consenta alle autorità governative di confiscare le criptovalute. Nikita Kulikov, a capo del comitato del Parlamento Russo dedicato all'iniziativa, ha spiegato:

"Il costante aumento dei crimini che fanno uso di asset digitali, e la mancanza di protezioni che permettano ai consumatori di far fronte a questo genere di attacchi criminali, dettano la necessità di sviluppare meccanismi per la regolamentazione legale e il controllo dello scambio di asset virtuali."