Come recentemente riportato, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato otto indirizzi di wallet collegati al crypto exchange russo Garantex e all'organizzazione politica e militare yemenita degli Houthi.

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Visualization of transaction flow related to OFAC sanctions. Source: Chainalysis

Gli indirizzi in questione avrebbero movimentato quasi un miliardo di dollari di fondi collegati a entità sanzionate. La maggior parte delle transazioni ha finanziato le operazioni degli Houthi nello Yemen e nella regione del Mar Rosso.
Slava Demchuk, consulente dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine e specialista di riciclaggio di denaro incentrato sulle criptovalute, ha dichiarato a Cointelegraph che “l'inclusione dei wallet legati agli Houthi riflette un più ampio riconoscimento del ruolo delle criptovalute nei conflitti geopolitici e nel finanziamento del terrorismo”. Inoltre, ha aggiunto:

“Le implicazioni sono di vasta portata: i quadri di conformità devono adattarsi rapidamente, gli sforzi di attribuzione si intensificheranno e le piattaforme decentralizzate potrebbero subire un maggiore controllo”.

Demchuk ha precisato che la situazione ridisegna il panorama normativo. Secondo lui, le crypto “rientrano ora pienamente nell'ambito della sicurezza internazionale”.

Chi sono gli Houthi?

Gli Houthi, noti anche come Ansar Allah, costituiscono un movimento politico e armato yemenita emerso dalla comunità sciita Zaidi. Nato come gruppo revivalista e riformista, è poi diventato una forza importante nel conflitto in corso nello Yemen.
Negli ultimi anni, gli Houthi si sono impegnati in attacchi contro navi militari e civili nel Mar Rosso con missili e droni. A gennaio, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha designato il gruppo come organizzazione terroristica straniera.
L'annuncio sottolineava che “le attività degli Houthi minacciano la sicurezza dei civili e del personale americano in Medio Oriente, la sicurezza dei nostri partner regionali più vicini e la stabilità del commercio marittimo globale”. Il gruppo è stato recentemente colpito da una campagna di bombardamenti degli Stati Uniti.

Garantex: L'attività di riciclaggio di criptovalute in Russia

Garantex è un exchange di criptovalute russo sottoposto a sanzioni e chiuso a inizio marzo dopo aver presumibilmente favorito attività di riciclaggio di denaro. All'epoca, Tether – il principale operatore di stablecoin ed emittente di USDt – aveva bloccato 27 milioni di dollari in USDt sulla piattaforma, costringendola a interrompere le operazioni.
Secondo quanto riferito, la piattaforma ha stornato milioni di dollari mentre tentava di rilanciarsi con il suo nuovo marchio, “Grinex”.
A metà marzo, i funzionari del Central Bureau of Investigation indiano hanno annunciato l'arresto del cittadino lituano Aleksej Bešciokov, sospettato di aver gestito Garantex.
L'arresto del presunto fondatore di Garantex si basava su accuse da parte degli Stati Uniti di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro, alla gestione di un'attività di trasmissione di denaro senza licenza e alla violazione dell'International Emergency Economic Powers Act.

Traduzione a cura di Walter Rizzo