Avichal Garg, co-fondatore e socio amministratore di Electric Capital, è convinto che gli Stati Uniti abbiano a disposizione solo un modo per recuperare lo svantaggio nella guerra delle valute digitali contro la Cina, abbracciare le criptovalute incentrate sulla privacy.
Durante una recente intervista con Cointelegraph, Garg ha affermato che la Cina è già molto più avanti degli USA nella corsa alle valute digitali. Il DCEP cinese, o Digital Currency Electronic Payment, verrà lanciato entro la fine dell’anno. Pertanto, un dollaro digitale statunitense potrebbe non essere sufficiente per competere, considerando il lungo periodo di tempo necessario per il suo sviluppo:
“Il sistema cinese sarà sul mercato per 5-10 anni prima che gli Stati Uniti riescano a lanciare un’alternativa.”
Invece di sviluppare un prodotto proprio, prosegue Garg, il governo statunitense dovrebbe supportare progetti stablecoin basati sull’USD già esistenti, come l’USDT.
Alleggerendo le normative correlate a queste stablecoin, asset ancorati al dollaro statunitense che rientrano nella giurisdizione degli Stati Uniti, gli USA potranno utilizzarle come proxy per competere con la Cina nel mercato degli asset digitali:
“Nel giro dei prossimi 12-24 mesi, credo che potrebbero praticamente dare il via libera a tutti questi crypto-dollari ibridi.”
Comunque, Garg è convinto che gli USA verranno probabilmente sconfitti se competono con la Cina sul fronte puramente tecnologico. In ultima analisi, per ottenere un vantaggio competitivo, gli Stati Uniti devono mettere a disposizione ciò che un regime autoritario come la Cina non può offrire, ovvero le valute digitali incentrate sulla privacy e resistenti alla censura.
Per farlo, gli USA dovrebbero unire le forze con la comunità crypto e rafforzare i network di criptovaluta che rappresentano i valori democratici:
“Il modo migliore che gli Stati Uniti hanno a disposizione per competere è abbracciare le funzionalità migliori della criptovaluta e promuoverle davvero come una sorta di strumento d’attacco contro la Cina.”