Venezuela: il parlamento approva la proposta di legge sulle criptovalute per combattere "il blocco finanziario"

L'Assemblea Costituente del Venezuela ha approvato una proposta di legge sulla regolamentazione delle criptovalute. A confermarlo è un comunicato del Ministero della Comunicazione e dell'informazione.

La legge è stata proposta dal leader del paese Nicolas Maduro, e consiste di 64 articoli e cinque disposizioni transitorie. Con essa, il Petro, la controversa criptovaluta sostenuta dalle riserve di petrolio del paese, assume ufficialmente valore come unità di scambio commerciale all'interno del paese e come moneta per l'acquisto di beni e servizi.

Secondo l'agenzia di stampa cubana Prensa Latina, l'Assemblea ha anche approvato degli emendamenti all'attuale legge contro il riciclaggio di denaro. Secondo le nuove regole, gli exchange di criptovalute venezuelani sarebbero autorizzati ad effettuare operazioni di scambio all'estero utilizzando il Petro.

Per Andres Eloy Mendez, capo della commissione speciale che ha lavorato sui framework citati nel comunicato ufficiale del ministero, le nuove misure vengono prese principalmente per combattere il "blocco finanziario e commerciale" da parte del governo degli Stati Uniti. Mendez ha dichiarato che il Petro può aiutare ad evitare efficacemente le sanzioni e a stabilire quindi nuovi rapporti commerciali internazionali, poiché, non essendo controllato dalla banca centrale dello stato, non può essere soggetto ad alcuna restrizione.

Il Venezuela ha messo ufficialmente in vendita il Petro a fine ottobre. La criptovaluta può essere acquistata solo sul sito web ufficiale o negli uffici pubblici, poiché il wallet digitale ufficiale è stato sospeso da Google.

Come già segnalato in precedenza, Maduro è stato attivamente coinvolto nella promozione del Petro sin dal primo annuncio nel dicembre 2017. Ad agosto, il presidente venezuelano ha proposto di utilizzare la moneta come unità di conto per salari, beni e servizi.

A settembre, Maduro aveva affermato che il Petro sarebbe stato utilizzato anche nelle transazioni commerciali internazionali. Il presidente venezuelano fu tra i primi funzionari del Paese a registrarsi sul sito web della criptovaluta per acquistarla.

Qualche settimana fa, il capo della compagnia petrolifera di stato del Venezuela ha annunciato che, nel 2019, il Paese proporrà il Petro all'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) come unità di conto per il commercio di petrolio grezzo.

Quest'estate, la rivista Wired ha definito la criptovaluta venezuelana una "cortina di fumo" creata per nascondere il fallimento di Maduro di rianimare il bolivar, la valuta fiat del Paese.