Secondo un dirigente di Visa, l'integrazione delle carte di pagamento convenzionali con gli exchange di criptovalute sta svolgendo un ruolo fondamentale nel promuovere l'adozione degli asset digitali.
Durante un panel al Blockchain Economy Dubai Summit, il vicepresidente di Visa Akshay Chopra ha dichiarato che le carte di debito crypto rappresentano un ponte essenziale fra il denaro fiat e le criptovalute.
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Secondo Chopra, l'uso delle criptovalute come mezzo di pagamento per gli articoli d'uso quotidiano non è ancora molto diffuso. È per questo motivo che nel 2021 Visa ha stretto partnership con 75 dei maggiori exchange di criptovalute al mondo, per consentire loro di emettere carte Visa.
Questo ha avvicinato il mondo delle criptovalute ai circa 80 milioni di commercianti che accettano Visa. Chopra afferma:
"Abbiamo iniziato a costruire questo ponte nel 2021, ma ad oggi i numeri non sono ancora stati resi pubblici. Le carte di debito crypto hanno permesso un volume di pagamenti di 3 miliardi di dollari."
Chopra sottolinea come questa sia una delle numerose opportunità che l'ecosistema Web3 offre alle istituzioni finanziarie convenzionali.
La tecnologia blockchain potrebbe anche rivoluzionare il regolamento dei pagamenti fra istituzioni finanziarie. Chopra spiega che i protocolli esistenti, come il sistema SWIFT, presentano grosse limitazioni. Ad esempio, non possono essere utilizzati 24 ore su 24:
"Le banche effettuano costantemente transazioni fra loro, dal valore di migliaia di miliardi di dollari. Ma vi è un orario limite dopo il quale non è possibile effettuare transazioni a livello internazionale. È un grosso problema, oltre che costoso e inefficiente."
Akshay ha a tal proposito citato un progetto pilota realizzato in collaborazione con Circle. Utilizzando USD Coin (USDC), alcuni exchange di criptovalute potevano regolare pagamenti fra loro anche dopo l'orario limite:
"È più economico dei metodi tradizionali, avviene 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, ed è innovativo. Si invia il saldo USDC e Visa custodisce i fondi sulla blockchain di Ethereum."
Le normative rimangono un ostacolo per le istituzioni finanziarie, che a causa della poca chiarezza non possono realmente sfruttare il potenziale della blockchain e dei pagamenti in crypto. Ad ogni modo, Akshay sottolinea come alcune giurisdizioni abbiano di recente introdotto quadri normativi più progressisti:
"Quando hanno definito i quadri normativi, hanno invitato gli operatori del settore per domandare loro di cosa avessero bisogno. Ma anche per discutere di come questa tecnologia potrebbe evolversi fra qualche anno, in modo da sviluppare le normative con largo anticipo."