Le regole relative alla tassazione delle criptovalute possono variare significativamente da un Paese all'altro; alcune giurisdizioni hanno elaborato politiche fiscali estremamente rigide per i loro cittadini.
In un recente studio condotto dalla società d'analisi Coincub, il Belgio è indicato come il peggior Paese al mondo in termini di tassazione delle criptovalute. La classifica di Coincub è stata stilata sulla base di fattori come tasse su reddito e plusvalenze derivanti da criptovalute.
Il Belgio applica ai propri cittadini una tassa del 33% sulle plusvalenze generate tramite crypto, e può trattenere fino al 50% del reddito professionale generato con il trading di criptovalute. Il Belgio ha adottato questa rigida tassazione nel 2017.
La classifica di Coincub mostra che anche nazioni come Islanda, Israele, Filippine e Giappone sono poco favorevoli per gli investitori in criptovalute.
In Islanda, qualsiasi guadagno in crypto superiore ai 7.000$ è soggetto a un'imposta di quasi il 40%, mentre guadagni maggiori incorreranno in una tassa del 46%. Il regime fiscale israeliano impone invece una tassa al momento della vendita delle proprie criptovalute, fino al 33%. Il crypto trading comporta un'imposta sul reddito d'impresa fino al 50%.
Nelle Filippine, qualsiasi reddito derivante da criptovalute inferiore ai 4.500$ non comporta alcuna tassa; sopra tale cifra, viene imposta una tassa fino al 35%. Il governo sta attualmente discutendo la possibilità di introdurre ulteriori tasse entro il 2024.
Il Giappone chiude la classifica dei cinque Paesi con la peggior tassazione crypto. Il Sol Levante possiede un sistema di aliquota fiscale progressiva per i redditi derivanti da crypto: l'imposta varia dal 5% al 45%, a seconda dei profitti complessivi. Altre nazioni particolarmente severe dal punto di vista fiscale sono India, Austria, Stati Uniti, Norvegia, Danimarca e Francia.
Al contrario, la Germania viene considerata da Coincub il luogo migliore in cui vivere per i trader di criptovalute, in quanto chiunque detenga asset digitali per almeno un anno non incorrerà in alcuna imposta sulle plusvalenze derivanti da vendite o conversioni. Altri Paesi favorevoli alle criptovalute includono Italia, Svizzera, Singapore e Slovenia.
Coincub ha infine menzionato i classici paradisi fiscali, che impongono a cittadini e imprese imposte minime o nulle sui loro depositi finanziari, criptovalute incluse. Tra questi, l'azienda cita Bahamas, Bermuda, Bielorussia, Emirati Arabi Uniti, Repubblica Centrafricana e Lichtenstein.