AT&T non è responsabile del caso di SIM swapping da 24 mln di dollari

Secondo quanto riportato da TheBlock, il giudice federale della vicenda Terpin vs. AT&T - una battaglia legale su un furto di criptovalute tramite SIM swapping che va avanti da quasi un anno - ha archiviato il caso.

Come riportato in precedenza da Cointelegraph, nell'agosto dello scorso anno Terpin ha accusato il gigante delle telecomunicazioni di aver fornito agli hacker l'accesso al suo numero di cellulare, utilizzato in un grosso furto di criptovalute.

Secondo il rapporto, il giudice ha respinto ogni causa petendi presente nella denuncia - fatta eccezione per una domanda di sentenza dichiarativa - con un permesso di modifica di 20 giorni.

Secondo quanto riportato, il tribunale ha riscontrato che nonostante il querelante avesse ragione nel ritenere che AT&T avrebbe dovuto prevedere tali atti criminali, "Il sig. Terpin non riesce a sostenere sufficientemente il nesso di casualità. Il sig. Terpin non connette come il fatto di aver garantito agli hacker/truffatori accesso al suo numero telefonico gli abbia causato una perdita di 24 milioni di dollari."

Nell'articolo di The Block, l'avvocato Stephen Palley spiega che, sebbene il motivo dell'archiviazione possa essere risolto con una probabile modifica, resta ancora da vedere se AT&T sarà in grado di difendersi sottolineando che i danni sono stati causati da atti criminali di terze parti indipendenti. Infine, ha anche sottolineato:

"Sembra piuttosto sorprendente che un sofisticato holder di criptovalute lascerebbe così tante crypto in un exchange, continuando a utilizzare l'autenticazione a due fattori SMS con un telefono che era già stato compromesso. Non per giustificare AT&T ma, beh, si può già intuire quale sarà la loro linea di difesa."

Come riportato da Cointelegraph a maggio, anche Sean Coonce, direttore tecnico del servizio di custodia BitGo, ha annunciato di essere caduto vittima di un attacco di SIM swapping.