La Bank of Thailand permette alle banche del paese di aprire divisioni che operano nel settore delle criptovalute

Secondo quanto riferito dal quotidiano locale Blognone, la Bank of Thailand (BoT) ha consentito alle banche del paese di creare società sussidiarie per trattare criptovalute.

Secondo un annuncio pubblicato dalla BoT l'1 agosto, le banche tailandesi possono ora emettere token digitali, fornire relativi servizi di brokeraggio, gestire asset cripto e investire in criptovalute tramite società sussidiarie.

Tuttavia, alle banche e alle altre istituzioni finanziarie è ancora proibito di occuparsi direttamente di criptovalute.

Inoltre, alle società controllate dalle banche non è consentito offrire servizi a base di criptovalute ai propri clienti o al pubblico, e possono interagire solo con altre imprese approvate dalla Securities and Exchange Commission (SEC) thailandese e dall'Office of Insurance Commission (OIC).

Esse sono però autorizzate ad offrire risorse di investimento ai clienti, a meno che questi non vogliano investire in asset digitali che mirano a sviluppare "innovazione finanziaria" o ad espandere la qualità dei servizi finanziari: in tal caso, possono utilizzare il Sandbox normativo della BoT.

Qualche mese fa, la BoT ha rilasciato una circolare che proibiva agli istituti bancari in Tailandia di investire in criptovalute e di prendere parte in exchange di criptovalute, che possono però operare legalmente nel paese previa registrazione. La banca centrale thailandese ha inoltre richiesto alle banche di non consigliare ai loro clienti di investire in criptovalute, ed ha vietato l'utilizzo di carte di credito per l'acquisto di valute virtuali.

A maggio, il governo thailandese ha emesso un framework normativo che definisce le criptovalute come "asset e token digitali" e li sottopone all'egida normativa della SEC del paese.

All'inizio di giugno, la BoT ha rivelato di voler fornire un "nuovo modo per effettuare pagamenti interbancari", utilizzando una moneta digitale emessa dalla banca centrale (CBDC). Secondo la banca, l'adozione della propria criptovaluta ridurrebbe i costi e i tempi delle transazioni, così come quelli di convalida, "a causa del minor processo di intermediazione necessario rispetto ai sistemi attuali".

A luglio, il governo thailandese ha promulgato delle normative sulle Initial Coin Offering (ICO), diventando una delle prime giurisdizioni al mondo a permettere alle ICO di operare in un ambiente completamente regolamentato.