Justin Bons, fondatore e Chief Investment Officer del fondo crypto Cyber Capital, ha definito Bitcoin (BTC) "una delle peggiori criptovalute dal punto di vista tecnico" e un "asset puramente speculativo senza utilità" rispetto alle monete concorrenti.

Bons ha condiviso la sua opinione in un lungo thread su Twitter, nel quale ha affermato che la proposta di valore di Bitcoin e BTC si è deteriorata:

"BTC è unico, in quanto tecnicamente è una delle peggiori criptovalute.

Ha un modello di security a lungo termine praticamente rotto.
Manca di capacità, programmabilità e componibilità.
Le sue qualità economiche sono deboli rispetto alla concorrenza.

In effetti, BTC è un asset puramente speculativo senza alcuna utilità."

Nella community, Bons viene visto come una figura senza troppi peli sulla lingua: nel 2016 ha fondato uno dei primissimi fondo crypto d'Europa, Cyber Capital, e si considera un ricercatore di criptovalute a tempo pieno sin dal 2014. Ha inoltre gestito nodi sia di Bitcoin che di Bitcoin Cash.

Justin sostiene di aver difeso vigorosamente BTC nel 2014, ma la realtà è che "da allora BTC è molto cambiato," in quanto la decisione di non aumentare il limite delle dimensioni dei blocchi ha rappresentato "un grande allontanamento dalla visione e dallo scopo originale di Bitcoin:"

"Il mondo è andato avanti ed è progredito. Ricordo quando si diceva che Bitcoin avrebbe gradualmente adottato nuove tecnologie. Questa tesi non si è ovviamente realizzata, dato che Bitcoin non supporta smart contract, tecnologie per la privacy o innovazioni volte a migliorare la scalabilità."

In realtà l'ultimo punto non è propriamente corretto: Bitcoin supporta infatti Lightning Network, oggi una delle principali soluzioni di scalabilità del network.

Bons ha aggiunto che le reti concorrenti hanno adottato design di gran lunga superiori. Alcuni network per smart contract presentano persino meccanismi di burning delle fee, che possono rendere il token deflazionistico:

"Anche le qualità economiche di BTC sono incredibilmente deboli. [...] BTC è in competizione con criptovalute che possono raggiungere un'inflazione negativa [...] grazie al burn delle commissioni, offrendo al tempo stesso maggiore capacità e utilità. [...] Sarà questo il caso di ETH dopo il Merge, o di alternative come AVAX, NEAR e EGLD."

Senza alcun progresso tecnologico significativo, per molti BTC è divenuto un asset puramente speculativo:

"BTC è diventato un asset puramente speculativo. La maggior parte della gente investe in BTC soltanto perché crede che il prezzo aumenterà. 

Sostanzialmente seguono lo stesso modus operandi di chi investe in schemi Ponzi. In totale opposizione alle ragioni fondamentali come ricavi, utilità e analisi dei casi d'uso."

Lanciato nel lontano 2009, Bitcoin era stato originariamente progettato per essere una valuta elettronica peer-to-peer, veloce e con bassi costi di transazione. Anche il white paper di Satoshi Nakamoto sottolinea che qualsiasi speculazione sul suo valore come investimento sarebbe derivante dallo scopo principale: una moneta da utilizzare nella vita di tutti i giorni.

Ma lo "scopo" di Bitcoin è in realtà cambiato negli anni, e oggi viene più visto come una riserva di valore per contrastare l'inflazione. Qualcuno definisce BTC persino "oro digitale."