Arriva il sì della Camera, la Blockchain avrà valore legale: il nostro approfondimento con l’On. Liuzzi ed alcuni esperti

Con 275 voti favorevoli, 206 contrari e 27 astenuti, oggi la Camera ha reso ufficialmente legge il Dl Semplificazioni, che definisce anche il concetto di "tecnologie basate su registri distribuiti”, come la blockchain. Il via libera alla norma era stato dato dal Senato in data 24 gennaio.

Il tal modo l'Italia tenta di dare un valore giuridico alle transazioni effettuate sui registri distribuiti, eliminando la necessità di passare per notai o enti di certificazione. Sarà ora compito dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) individuare, entro 90 giorni, i criteri tecnici che gli smart contract dovranno rispettare affinché abbiano effettivamente validità legale.

Si tratta di un passo importante per il nostro paese, che finalmente riconosce ufficialmente il valore di queste tecnologie, che potrebbero rivoluzionare la vita dei cittadini e il futuro delle imprese.

Commento dell'onorevole Mirella Liuzzi

Abbiamo intervistato l’onorevole Mirella Liuzzi (M5S), Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati.

Cointelegraph: Il decreto sembra porre le basi per uno sviluppo concreto di progetti basati sulla tecnologia blockchain e sui DLT. Ci sono già delle idee che richiedono l'approvazione di questo decreto per essere portate avanti, o si tratta di una "esplorazione" iniziale di queste nuove tecnologie?
Liuzzi: Nel decreto semplificazioni abbiamo finalmente dato validità giuridica alla blockchain: per la prima volta in Italia non solo si parla delle applicazioni pratiche di questa nuova tecnologia, ma gettiamo delle solide basi con il piano nazionale che stiamo costruendo insieme agli esperti del Mise per la definizione di una strategia nazionale.
Si tratta quindi di un percorso mirato più che di esplorazione e in tal senso ci eravamo già mossi con i finanziamenti in Legge di Bilancio in cui per la prima volta figura un fondo a favore di Blockchain, Intelligenza Artificiale e Internet of Things, come del resto anche con la rimodulazione dei 95 milioni di euro deliberati dal CIPE.

 

Cointelegraph: Ritiene che lo sviluppo di norme precise in materia blockchain possa aiutare lo sviluppo dell'industria italiana ed incentivare la nascita di iniziative imprenditoriali?
Liuzzi: Da subito abbiamo creduto sulle ricadute importanti in termini di sviluppo e innovazione del paese derivanti dagli investimenti in ambito blockchain. Penso alle nuove possibilità imprenditoriali legate a queste tecnologie, alla tutela del Made in Italy e dei prodotti di valore mediante la tracciabilità, agli smart contract che mirano a semplificare i contratti tra le parti, senza tralasciare la creazione di blockchain district a sostegno delle startup italiane e delle PA per dare nuovo impulso e sviluppo ai loro progetti.

Cointelegraph: Quali sono le sfide principali nell'introduzione di concetti così innovativi?
Liuzzi: L’introduzione di una nuova tecnologia pone sempre delle sfide inedite, in questo contesto offrire un quadro normativo certo consente a chi deve investire su questa tecnologia in Italia di muoversi con maggiore tranquillità. Sensibilizzare le imprese, creare la domande, far accrescere le competenze rappresentano gli obiettivi a breve termine che il nostro governo si pone.

Cointelegraph: Oltre agli sforzi suoi e di altri membri del gruppo M5S, ci sono altri gruppi politici impegnati nello sviluppo di norme dedicate a blockchain, DLT e Smart contract?
Liuzzi: Ovviamente posso parlare per me e per me il mio gruppo politico. Posso solo dire che c’è una sensibilità comune e trasversale nell’intergruppo innovazione con cui stiamo lavorando bene anche in continuità con l’esperienza della passata legislatura.  

Commento degli avvocati Fulvio Sarzana e Massimiliano Nicotra

"Una rivoluzione": non usano mezzi termini Massimiliano Nicotra e Fulvio Sarzana, tra i massimi esperti di diritto delle nuove tecnologie, autori di un libro sul diritto della blockchain.

"La norma cambierà molte delle usanze sinora adottate dai cittadini non solo digitali", hanno spiegato i due giuristi. "Basti pensare che la norma richiama una disposizione del Regolamento Eidas che prevede la validità giuridica delle validazioni temporali qualificate che sino ad ora si è ritenuto essere possibile prestare solo da soggetti ben individuati in maniera centralizzata. In pratica una vera e propria disintermediazone basata sui registri distribuiti."

Per quanto riguarda invece i contratti, i cittadini potranno "regolare i propri rapporti per iscritto attraverso gli Smart contracts in un numero consistente di rapporti tra i quali la costituzione di associazioni non riconosciute, la costituzione di società semplici, i contratti sul diritto d’autore e la registrazione della paternità di un’opera."

"Insomma, la rivoluzione è già partita", hanno concluso i due avvocati.

Commento dell'onorevole Maria Laura Mantovani

Abbiamo infine discusso con l'onorevole Maria Laura Mantovani (M5S), Segretario della 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Cointelegraph: Per quale scopo è stato pensato l’emendamento su Blockchain e Smart Contracts?
Mantovani: Lo scopo di questo emendamento è di porre le basi giuridiche per fare in modo che ci sia un’usabilità di questa nuova tecnologia, da parte di soggetti pubblici e privato. Lo Stato ha interesse a garantire che le certificazioni effettuate da aziende o enti privati attraverso la Blockchain siano riconosciute come legali e abbiano dunque valore legale.

Cointelegraph: Reputa questo emendamento sufficiente, e cosa immaginate sul lungo termine?
Mantovani: La prospettiva è di abilitare l’uso della blockchain in altri ambiti rispetto a quello al momento predominanti, ovvero il campo delle criptovalute. È nostra intenzione far sì che essa venga usata per certificare altri tipi di transazione; uno degli usi più interessanti è quello del Made in Italy, ovvero della filiera e della tracciabilità. Basti pensare al settore dell’agricoltura, ad esempio, o alla manifattura.

Cointelegraph: Quali potrebbero essere alcune conseguenze dell’emendamento recentemente approvato in Prima Commissione?
Mantovani: Mi auguro che, grazie a questo chiaro impulso che abbiamo voluto dare a imprese e startup, ci siano soggetti che inizino ad implementare queste tecnologie, proponendone usi non ancora esplorati, sempre sul piano della certificazione. 

Cointelegraph: Vuole aggiungere un commento?
Mantovani: Posso dire che uno degli usi che ci sta più a cuore è l’eventuale adozione nel campo del voto elettronico basato su Blockchain, ma su questo campo dobbiamo ancora vedere delle proposte vere ed efficaci. Siamo in cerca di ricercatori e studiosi che dimostrino l’applicabilità della Blockchain in questo campo: fintanto che l’elettore, specialmente se non ha familiarità con il funzionamento di questa tecnologia, non avrà ottenuto la massima garanzia  e tangibilità della  segretezza del suo voto, non si potrà utilizzare la Blockchain per votare; in caso contrario, si rischia di violare un diritto costituzionale del cittadino, per l’appunto la segretezza del voto. Su un piano strettamente personale, aggiungo che le proposte fino a qui pervenute non hanno soddisfatto le nostre richieste, mancando in alcuni casi di affidabilità, in altri di immediatezza per l’elettore. Siamo dunque in attesa di proposte più organiche e valide. 

Lo scorso mese il Ministero dello Sviluppo Economico ha finalmente svelato i 30 componenti del proprio Gruppo di Esperti, che si occuperà di elaborare una "strategia nazionale sulle tecnologie basate su registri distribuiti e blockchain".

Ad aprile di quest’anno, in occasione del Digital Day 2018 organizzato dalla Commissione Europea, ventidue paesi dell’Unione si sono uniti alla European Blockchain Partnership, una nuova istituzione il cui scopo è quello di favorire lo sviluppo del settore delle criptovalute nel Vecchio Continente.

A settembre anche l’Italia è entrata ufficialmente a far parte di questa iniziativa. “L’adesione alla partnership consentirà all’Italia di contare ai tavoli europei e di dettare anche una propria linea sullo sviluppo della tecnologia, pratica mai avvenuta con i Governi precedenti”, aveva commentato Mirella Liuzzi, Segretario di Presidenza della Camera.


Ringraziamo il nostro collaboratore Joseph Insirello per il supporto nella conduzione delle interviste presenti in questo articolo.