Brasile: exchange di criptovalute trascinati all'interno di un importante caso anti-corruzione

Secondo quanto segnalato da Cointelegraph Brazil, quattro persone coinvolte nell'hacking dei telefoni cellulari del ministro della giustizia brasiliano Sergio Moro usavano regolarmente Bitcoin (BTC) e altre criptovalute.

Il 23 luglio, la polizia federale del Brasile ha arrestato quattro persone sospettate di aver violato i telefoni cellulari di Moro mentre faceva da giudice nel caso dell'operazione Car Wash, che coinvolge anche l'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

L'operazione Car Wash è un'importante indagine criminale sul riciclaggio di denaro avviata da Moro, che si è ulteriormente estesa fino ad arrivare alla società petrolifera Petrobras.

Anche i partiti politici sono poi stati coinvolti nello scandalo di corruzione, accusati di aver utilizzato parte dei fondi riciclati per ripagare i politici, incluso l'ex presidente Lula. Lula ha perso il suo appello contro le accuse di corruzione nel gennaio del 2018 ed è stato condannato al carcere.

Il giudice richiede i dati agli exchange di criptovalute

Uno degli arrestati, Gustavo Santos, ha raccontato alla polizia federale che un altro sospettato, Walter Delgatti, aveva intenzione di vendere le informazioni ottenute al Partito dei Lavoratori. Dopo aver scoperto che Santos stava usando Bitcoin, il giudice Vallisney de Souza del decimo tribunale penale del Distretto Federale ha ordinato a tre dei principali exchange di criptovalute brasiliani (Foxbit, Braziliex e Mercado Bitcoin) di fornire qualsiasi informazione sui fondi associati al sospettato a partire da gennaio 2018.

Gli avvocati di Santos sostengono che le risorse finanziarie del proprio cliente arrivino dal suo lavoro di DJ e trader di Bitcoin.

Recentemente, il Dipartimento delle Entrate Federali del Brasile ha emanato delle nuove regole che richiedono agli exchange di criptovalute di riportare le transazioni degli utenti in modo da individuare eventuali frodi fiscali.