Il secondo più importante produttore cinese di dispositivi per il mining lancerà una IPO da 1 miliardo di dollari

Stando a quanto riportato mercoledì 9 maggio dal South China Morning Post (SCMP), Canaan Creative, il secondo più importante produttore cinese di dispositivi per mining di Bitcoin (BTC), pianifica di lanciare una Initial Public Offering (IPO) sulla Borsa di Hong Kong.

In caso di successo, Canaan Creative diverrebbe la prima azienda operante nel settore Blockchain ad essere quotata in borsa nella città.

Alcune fonti vicine alla questione, che hanno preferito rimanere anonime poiché i piani di Canaan non sono ancora stati rivelati pubblicamente, hanno spiegato a SCMP che con la sua IPO la compagnia mira a raccogliere un finanziamento di 1 miliardo di dollari. Pare inoltre che l'azienda fosse indecisa tra il mercato di Hong Kong e quello degli Stati Uniti.

Nel 2016 Canaan aveva già provato a lanciare una IPO nel mercato "A-Share" in Cina, ma il tentativo era fallito a causa della contestazione degli enti di regolamentazione, in disaccordo con la valutazione proposta. L'anno successivo l'azienda ha provato un nuovo lancio nel mercato "New Third Board", fallendo ancora una volta nonostante le normative meno stringenti.

Canaan Creative, la cui sede centrale si trova a Hangzhou, ha recentemente rivelato profitti annuali per il 2017 seicento volte superiori, pari a circa 410 milioni di yuan (64 milioni di dollari). SCMP afferma che la maggior parte dei clienti di Canaan si trova in Cina, dove la popolarità del mining di criptovalute è altissima grazie al basso costo dell'elettricità.

Nel 2017, in Cina è stato registrato il più altro numero di brevetti al mondo legati al settore Blockchain. Pare inoltre dal 50% al 70% delle attività di mining sul pianeta vengano svolte proprio in questo paese.

La forte repressione normativa adottata dalle autorità cinesi, che include piani per limitare il potere delle grosse aziende di mining, potrebbe fortemente alterare lo scenario nel quale operano Canaan e Bitmain, la sua principale rivale. Quest'ultima ha recentemente tentato di aggirare i divieti spostando le proprie operazioni in Canada, Svizzera e Singapore.