Sin da inizio anno tutti gli occhi sono puntati su Bitcoin (BTC), specialmente a seguito dell'investimento in BTC da parte di Tesla. Ma l'interesse delle istituzioni si sta lentamente spostando sul resto del mercato, in particolare su Ether (ETH) e sul settore della finanza decentralizzata.
Lanre Jonathan Ige, ricercatore associato presso 21Shares, un emittente europeo di Exchange Traded Products, ha spiegato:
"Gli investitori comprendono che Bitcoin fa parte di una più ampia classe di asset e ora stanno cercando di diversificare oltre Bitcoin. [Per gli investitori istituzionali] la prospettiva di una scommessa sulla tecnologia all’interno del settore è interessante ed è la ragione per cui Ethereum è sempre più convincente."
Mentre la finanza decentralizzata continua a ampliarsi, i prodotti già sviluppati stanno iniziando ad essere ampiamente utilizzati. Al momento, ci sono oltre 40 miliardi di dollari bloccati nei protocolli di liquidità della DeFi. Negli ultimi mesi il volume sugli exchange decentralizzati è aumentato considerevolmente, superando i 64 miliardi di dollari tra tutte le piattaforme basate su Ethereum.
La crescita degli exchange decentralizzati e del numero di operazioni on-chain ha reso la blockchain di Ethereum fortemente sovraccarica, richiedendo in alcuni casi una commissione da oltre 10$ per una semplice transazione. Dato che le operazioni sugli exchange decentralizzati vengono eseguite sulla blockchain, gli scambi su piattaforme come Uniswap possono arrivare a costare più di 100$. Ilya Abugov, consulente dell’aggregatore DAppRadar, ha spiegato a Cointelegraph cosa ha causato l’aumento delle commissioni:
“È una combinazione di vari fattori: il listing di nuovi progetti sui DEX, il liquidity mining, le integrazioni più profonde tra progetti e altro. I costi gas elevati non hanno un grande impatto sulle whale, che rappresentano una grande porzione del volume nella DeFi.”
Quindi, la sostenibilità degli exchange decentralizzati viene messa in discussione. Le commissioni continueranno ad aumentare indefinitamente o il lancio di Ethereum 2.0 porrà fine ai costi elevati? Ci sono dei piani per risolvere questo problema nella versione attuale di Ethereum, e quali altre alternative sono a disposizione per aiutare a ridurre i costi del trading decentralizzato all’interno e all’esterno di Ethereum?
Perché le commissioni sono così alte?
Con il numero di transazioni su Ethereum aumentano anche i costi ad esse associati. Le commissioni sul network di Ethereum si basano sul gas price e sul gas limit: mentre il gas limit è piuttosto stabile ed è relativo alla complessità dell’operazione (ad es., interagire con uno smart contract sarà più costoso di una semplice transazione), il gas price fluttua drasticamente.
Quando ci sono troppe transazioni sul network, i blocchi iniziano a riempirsi e i miner scelgono quelli con il gas price più alto, lasciando da parte gli altri che di conseguenza richiedono più tempo per essere confermati. Se l’utente imposta un gas price o un gas limit troppo basso, la sua transazione non avrà successo e potrebbe perdere la commissione pagata inizialmente.
Uniswap utilizza pool di liquidità e un modello di market maker automatizzato per abbinare gli ordini invece di usare order book come gli exchange centralizzati. Questo significa che tutte le operazioni avvengono sulla blockchain attraverso l’uso di uno smart contract che aggiunge il token venduto dall’utente alla pool e prende il token comprato dall’utente dalla stessa pool.
Pertanto, le commissioni su Uniswap e altri exchange basati su Ethereum aumentano insieme all’utilizzo dello stesso network di Ethereum. Un semplice scambio di token su Uniswap può costare centinaia di dollari in commissioni gas, ostacolo che lo rende inutilizzabile per i piccoli trader. Inoltre, effettuare grandi operazioni può essere complicato, in quanto più lo scambio è grande relativamente alla pool di liquidità, peggiore sarà il tasso di cambio.
Ad ogni modo, Uniswap è l’exchange decentralizzato più usato, con un volume di oltre 8 miliardi di dollari tra il 22 e il 28 febbraio, ed è anche il più grande consumatore di gas sul network. Considerando i profitti guadagnati da chi offre liquidità, chi partecipa allo yield farming e chi semplicemente possiede token DeFi, non sorprende che la gente sia disposta a pagare centinaia di dollari in commissioni per scambiare token non ancora sbarcati sugli exchange centralizzati.
Ma per quanto riguarda l’utente medio? Gli exchange decentralizzati saranno utilizzabili da persone che vogliono scambiare in modo economico, efficiente e senza rischio di controparte? Interrogato sull’attuale sostenibilità dei DEX su Ethereum Kain Warwick, fondatore di Synthetix (un protocollo di derivati decentralizzato su Ethereum), ha spiegato a Cointelegraph:
“Attualmente Ethereum è sostenibile per l’utilizzo mainstream se intendiamo centinaia di milioni di utenti giornalieri. Le commissioni gas sono l’ostacolo più evidente al momento, ma ci sono un sacco di miglioramenti UI/UX da realizzare per rendere l’intero processo davvero accessibile a chiunque.”
Come risparmiare gas?
Anche se Uniswap rimane il DEX più popolare, ci sono molti altri exchange basati su Ethereum che utilizzano lo stesso modello AMM, ma tutti hanno lo stesso problema con le commissioni gas. Tuttavia, alcuni exchange offrono un prezzo migliore per alcuni token a seconda della liquidità disponibile, quindi gli utenti possono ottenere un tasso di cambio migliore rispetto a quello su Uniswap.
L’aggregatore di exchange decentralizzati 1inch cerca i tassi migliori su diversi DEX, dividendo l’operazione su diverse pool per ottenere la maggiore quantità possibile di token tutti in una sola transazione. Questo può essere molto utile per le operazioni di grandi dimensioni, in quanto l’uso di diversi exchange contribuirà a garantire un tasso di cambio migliore, restituendo parte del valore speso in commissioni gas. Anton Bukov, chief technology officer e co-fondatore di 1inch, ha affermato:
“A volte ha più senso spendere 10$ aggiuntivi in commissioni gas per ottenere 50$ aggiuntivi in token. 1inch.exchange prende in considerazione le commissioni gas, cercando di ottimizzare il tasso di cambio. Per le operazioni piccole, il nostro algoritmo Pathfinder preferisce usare i DEX a basso costo, mentre per le grandi operazioni, userà più probabilmente tutta la liquidità possibile.”
Aggregare più exchange non riduce di per sé il costo degli scambi, ma 1inch utilizza Chi, un gas token emesso quando il prezzo del gas è basso e bruciato quando è alto, che consente agli utenti dell’exchange di risparmiare fino al 40% sulle commissioni gas anche se l’operazione passa attraverso altri exchange, come Uniswap o SushiSwap.
Un altro modo per ridurre i costi di transazione su Uniswap e altri exchange è usare Wrapped Ether (wETH) direttamente nello scambio di token per ETH. Tutte le operazioni su Uniswap vengono effettuate con token ERC-20, quindi quando effettui uno scambio in una coppia basata su ETH il processo implica il wrapping di ETH e l’uso di wETH. Se l’utente converte i propri ETH prima di interagire con un exchange decentralizzato, può risparmiare almeno il 20% sulle commissioni gas.
Le soluzioni layer-two
Pur essendo sconosciute al grande pubblico, ci sono diverse soluzioni layer-two disponibili. Queste soluzioni funzionano operando la propria blockchain e “collegandola” a Ethereum attraverso uno smart contract che blocca token sulla blockchain di Ethereum e emette proxy token sulla seconda chain, consentendo transazioni più economiche. Queste chain secondarie vengono spesso chiamate sidechain. Le transazioni su queste sidechain vengono mantenute decentralizzate e trustless da un network di validatori, o osservatori, che svolgono una funzione simile ai miner di Ethereum.
Per esempio OmiseGO viene utilizzato da Tether (USDT) e Bitfinex per fornire costi di transazione ridotti agli utenti di USDT. Un altro progetto simile è Skale, che offre commissioni più basse agli utenti ma consente anche agli sviluppatori di creare delle sidechain proprie con i parametri più adatti alle loro applicazioni decentralizzate. Andrey Belyakov, fondatore di Opium.network, una piattaforma di derivati decentralizzata sviluppata su Ethereum, crede che presto queste soluzioni raggiungeranno un’adozione più ampia nella comunità di sviluppo:
“Ethereum è un’eccellente fonte di verità e livello di regolamento, ma non tutte le attività dovrebbero svolgersi sul layer-one. Se osserviamo il sistema finanziario tradizionale, è milioni di volte più grande della DeFi al suo stato attuale. Per diventare maturo, Ethereum deve garantire la scalabilità, e il L2 è un passaggio logico.”
Anche se le soluzioni layer-two sono una valida alternativa, attualmente funzionano come componenti che progetti di terze parti possono sfruttare. Se nessuno crea piattaforme sopra questi protocolli, non verranno usati dalla comunità generale. Bukov crede che questo accadrà presto, spiegando a Cointelegraph che quest’estate progetti come Synthetix, Aave e Uniswap V3 si sposteranno probabilmente su Optimism PBC, evento descritto come “il più grande progresso per gli utenti di Ethereum sin da lancio iniziale del protocollo.”
Questo è ciò che ha fatto IDEX sfruttando gli optimistic rollup ottimizzati, una soluzione layer-two simile a OmiseGO. Anche Synthetix, un protocollo DeFi e exchange di derivati decentralizzato su Ethereum, ha annunciato di recente una partnership con Optimism PBC per utilizzare l’Optimistic Network, un’altra soluzione layer-two, e consentire operazioni on-chain a costi ridotti. La transizione verso l’Optimistic Ethereum Mainnet (OΞ) consentirà ai possessori del token di Synthetix (SNX) di ricevere ricompense per lo staking di SNX, come spiegato da Warwick:
“Questo incentivo è inferiore rispetto a quelli esistenti su L1, in quanto è importante garantire che il protocollo di Synthetix continui a fornire utilità su L1, ma è inteso come l’inizio della transizione verso OΞ, che secondo le stime richiederà diversi mesi.”
E per quanto riguarda il layer-one?
Gli exchange decentralizzati sono diventati molto popolari con il boom del settore DeFi, ma esistono da molto tempo anche all’esterno del network di Ethereum. Diversi progetti includono DEX integrati per i propri asset on-chain.
Un noto esempio è la piattaforma Waves, che consente agli utenti di fare trading all’interno del wallet ufficiale e di pagare le commissioni con Waves o altri token basati sul protocollo. Inal Kardanov, membro del consiglio della Waves Association, ha spiegato a Cointelegraph: “La blockchain di Waves è molto più scalabile di Ethereum, e le transazioni sono di gran lunga più economiche.” Attualmente i costi di transazione si aggirano intorno a 0,03$: “Questa cifra può aumentare, ma non drasticamente come le commissioni di ETH.”
Anche Komodo, una blockchain incentrata sulla privacy, sta lavorando a un exchange decentralizzato, essendo uno dei primi progetti a realizzare atomic swap. Gli atomic swap consentono agli utenti di effettuare scambi diretti tra due blockchain differenti senza bisogno di proxy token, come Wrapped BTC (wBTC), e in modo completamente decentralizzato.
Ci sono molti altri progetti blockchain che offrono alternative per il trading on-chain. Tuttavia, considerando l’enorme popolarità di Ethereum, spesso soffrono di bassa liquidità e, di conseguenza, le operazioni sono scarse. Inoltre, è difficile stabilire come queste blockchain se la caverebbero con lo stesso volume di attività attualmente gestito dalla blockchain di Ethereum.
Ethereum 2.0. e i DEX
Anche se esistono alternative ai DEX basati su Ethereum e metodi per ridurre le commissioni gas, attualmente questi offrono una soluzione temporanea. La maggior parte degli utenti non conosce le alternative basate su Ethereum né è disposta a usare altre blockchain. Di conseguenza, con ogni probabilità le commissioni gas continueranno ad essere un problema, almeno fino al lancio di Eth2. Secondo Abugov, la DeFi semplicemente non è ancora pronta:
“La UX/UI rende difficile comprendere e valutare il rischio; ci sono molti rischi tecnologici e algoritmici, e i costi sono troppo elevati. Per gli utenti che hanno meno di 1.000$ da stanziare nella DeFi, spendere 70$-100$ in gas è troppo. E questo non include neanche i costi delle piattaforme.”
Eth2 utilizzerà lo sharding per dividere la blockchain in diverse parti e aumentare il numero di transazioni che il network può elaborare contemporaneamente. Questo ridurrà la concorrenza per lo spazio sui blocchi e garantirà che le commissioni non salgano alle stelle in caso di volumi delle transazioni elevati sul network. Tuttavia, non tutti i progetti possono attendere l’arrivo di Ethereum 2.0, portando alla diffusione di nuove soluzioni layer-two.
L'aggiornamento a Eth2 sembra essere una soluzione a lungo termine, ma si prevede che non verrà implementata completamente prima della fine del 2021. Tuttavia, in seguito al recente divieto da parte della Financial Conduct Authority sull’uso dei derivati crypto e alla vicenda Robinhood, in cui è stato impedito agli utenti di comprare determinate azioni, la necessità di exchange decentralizzati e permissionless non è mai stata così forte.
È probabile che la popolarità dei DEX continuerà a crescere, soprattutto man mano che prodotti d’investimento complessi, come i derivati e il trading con margine, diventano disponibili su piattaforme decentralizzate. Nel frattempo, i progetti potrebbero iniziare ad adottare soluzioni layer-two che riducono le commissioni e li rendono accessibili al trader medio.