In data 30 marzo, lo sviluppatore di Ethereum Piper Merriam ha aperto su Github la Ethereum Improvement Proposal (EIP) #958, presentando l'idea di una possibile hard fork del protocollo di ETH per ostacolare futuri dispositivi ASIC dedicati alla criptovaluta.
Vlad Zamfir, un altro sviluppatore della Ethereum Foundation, ha recentemente posto la medesima domanda su Twitter: il 57% dei partecipanti al sondaggio hanno votato in maniera positiva.
L'idea è nata dopo alcune insistenti voci di corridoio, che affermano come il produttore cinese Bitmain stia per rilasciare il suo primo miner ASIC compatibile con Ethash. Ethash è l'algoritmo di hashing Proof-of-Work (PoW) utilizzato da Ethereum e da molte altre altcoin.
Il whitepaper di Ethereum, scritto da Buterin, afferma che il protocollo possieda già una duplice resistenza alla centralizzazione del mining.
Innanzitutto, l'algoritmo richiede ai miner di generare hash partendo da informazioni "selezionate casualmente" dalle transazioni del blocco precedente. Poiché "i contratti Ethereum richiedono la risoluzione ogni genere di calcolo, [...] un ASIC di Ethereum sarebbe un ASIC per calcoli generali... vale a dire una normale CPU."
Il secondo strumento di difesa consiste in un "avvelenamento del pozzo", che Buterin ha definito "una soluzione umana piuttosto che tecnica". Se una certa tipologia di calcolo diventa troppo prevalente, gli stessi miner possono introdurre nella Blockchain "un gran numero di contratti progettati per ostacolare determinati ASIC".
Queste voci hanno influenzato duramente il mercato di Ethereum, secondo alcuni analisti.
Stando a quanto riportato a febbraio da Cointelegraph, lo scorso anno i profitti di Bitmain hanno superato quelli del colosso dell'informatica Nvidia. Gli analisti di Bernstein hanno infatti stimato guadagni compresi tra i 3 ed i 4 miliardi di dollari, con un controllo quasi totale del mercato degli ASIC di Bitcoin.
Lo scorso mese lo sviluppatore di Monero Riccardo Spagni ha dichiarato che il protocollo della criptovaluta verrà modificato ogni sei mesi, per prevenire qualsivoglia monopolio ASIC.