Ex-presidente della FDIC: gli strumenti monetari correnti sono inadeguati, la Fed dovrebbe distribuire la propria criptovaluta

Secondo l'ex-presidente della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) degli Stati Uniti, la Federal Reserve (Fed) dovrebbe prendere seriamente in considerazione la possibilità di distribuire la propria criptovaluta.

In un editoriale pubblicato su Yahoo! Finanza, Sheila Bair ha sottolineato che "gli ultimi dieci anni sono stati la prova concreta che gli strumenti monetari correnti risultano inadeguati per stimolare una vasta crescita economica". Ha poi aggiunto:

"I ricchi sono diventati ancora più ricchi, mentre oggi la classe media fa fatica".

La donna ha subito escluso la possibilità che il Bitcoin (BTC) possa realmente migliorare gli attuali strumenti monetari, affermando che "sfortunatamente per il signor Nakamoto, il Bitcoin ha fallito miseramente come metodo di pagamento".

Bair descrive invece il FedCoin, un'ipotetica moneta digitale distribuita e supportata dalla Federal Reserve. Poiché il FedCoin verrebbe generato unicamente dalla Fed, risolverebbe il problema della "corsa agli sportelli" tipico dei periodi di difficoltà economica, in quanto "per definizione, [la Fed] può sempre tener fede alle obbligazioni finanziarie". La FedCoin potrebbe inoltre eliminare la necessitò di conti di credito, e di conseguenza il loro costo di mantenimento, riducendo al tempo stesso le spese interbancarie applicate alle piccole imprese da banche e carte di credito.

Bair tuttavia evidenzia che "uno spostamento in massa da conti bancari a CBDC [Central Bank Digital Currency] potrebbe avere un impatto negativo sulla disponibilità del credito, in quanto le banche dipendono dai depositi per poter effettuare prestiti".

Nonostante questo nuovo sistema monetario potrebbe risultare "fortemente negativo sia per il sistema bancario tradizionale che per la Federal Reserve", in quanto verrebbe minacciato il suo monopolio nella distribuzione del denaro, la Fed dovrebbe comunque "analizzare seriamente i vantaggi legati alla distribuzione della propria moneta digitale":

"Se non rimarrà un passo avanti a questa tecnologia, non solo il sistema bancario potrebbe venir sconvolto, ma addirittura la stessa Fed sarebbe a rischio".

Numerosi paesi in tutto il mondo hanno iniziato ad interessarsi alle CBDC. A fine maggio, la Bank of England ha rilasciato un documento nel quale venivano esposti i potenziali rischi alla stabilità finanziaria generati da monete digitali distribuite da una banca centrale.

La scorsa settimana, anche la Banca Centrale della Thailandia ha rivelato di voler emettere la propria criptovaluta.