Bitcoin (BTC) inizia la nuova settimana mantenendo l'ormai familiare trading range, grazie all'assenza di volatilità durante il weekend.
Nonostante le attese di un breve rally e di una successiva discesa verso nuovi minimi macro, la coppia sembra non aver ancora preso una decisione sulla traiettoria.
Dopo un breve periodo di euforia, dovuto ai dati economici degli Stati Uniti della scorsa settimana, Bitcoin è letteralmente tornato al punto di partenza, con la price action esattamente dove si trovava la scorsa settimana.
Mentre il mercato si chiede cosa potrebbe innescare la rottura del range, analizziamo insieme i potenziali catalizzatori in serbo per questa settimana.
La price action spot fa sperare un breakout
A seguito della burrascosa prima metà del 2022, gli ultimi mesi hanno registrato una assenza quasi totale di volatilità.
Cointelegraph Markets Pro e TradingView lo confermano: su timeframe settimanale Bitcoin continua a siglare candele con scarsa intenzione.
Difatti, come riportato precedentemente da Cointelegraph, l'indice di volatilità storica di Bitcoin (BVOL) è ai minimi, registrati solo in poche altre occasioni.
"La volatilità azionaria (VIX) rispetto alla volatilità di Bitcoin (BVOL) si avvicina ai massimi storici", aggiunge William Clemente, cofondatore della società di ricerca e trading di asset digitali Reflexivity Research:
"Questo illustra quanto sia forte la compressione della volatilità che Bitcoin sta attualmente vivendo".
Un grafico evidenzia come Bitcoin sia curiosamente comparabile ad una stablecoin nell'ambiente attuale, con Clemente che lascia intendere che potrebbe seguire un ritorno al classico paradigma più volatile.
La settimana precedente, l'economista, trader e imprenditore Alex Krueger aveva inoltre evidenziato che un "movimento esplosivo" aveva seguito tutti i precedenti viaggi verso i minimi macro del BVOL.
Ha sostenuto che i dati macro degli Stati Uniti – che non hanno rispettato le aspettative – "sarebbero stati sufficienti" per riaccendere la volatilità, ma in realtà i numeri sono rimasti appena al di sotto del trigger range.
La società di ricerca sulle criptovalute Delphi Digital concorda: "Storicamente parlando, quando il BVOL scende al di sotto del valore di 25, poco dopo tende a seguire un'impennata della volatilità", dichiara su Twitter.
Questa settimana, intanto, il popolare investitore e analista di criptovalute Miles Deutscher ha consigliato ai trader di "prepararsi", commentando i dati di Delphi.
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La domanda rimane: che direzione prenderà il mercato?
Per Il Capo of Crypto, il trader che aveva previsto la discesa di Bitcoin a 20.000$ dai massimi storici, le aspettative restano le medesime.
21.000$ dovrebbero essere l'obiettivo di un relief rally, per poi essere eclissati da una nuova discesa verso i minimi pluriennali per BTC/USD, potenzialmente a 14.000-16.000$.
"Alcune shitcoin sperimenteranno scam pump durante questi giorni, mentre $BTC andrà a 21.000$. Questo potrebbe dare l'illusione che il bull market sia tornato", ha avvertito durante il fine settimana:
"Il mio consiglio è di non essere avidi. Prendete profitto se ciò dovesse accadere. Proteggete il vostro capitale".
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Nuovi trigger macro per le criptovalute
Sebbene questa settimana la Federal Reserve non preveda stravolgimenti, le forze esterne sono in grado di alimentare la volatilità delle criptovalute.
Negli Stati Uniti, gli utili societari arriveranno a breve, con i titoli tecnologici particolarmente pronti a far tremare i mercati in caso di risultati inferiori alle aspettative.
Tali aziende rappresentano oltre il 20% dell'S&P 500, che come altri indici statunitensi quest'anno mostra una rara debolezza.
"A mio avviso, le probabilità di un nuovo minimo nella prossima settimana o due sono abbastanza elevate", prevede Raoul Pal, fondatore e CEO di RealVision, condividendo un nuovo grafico:
"Il DeMark settimanale dell'SPX sarà proposto la prossima settimana, vicino alla parte inferiore del canale e al 50% di ritracciamento, con un sentiment ribassista da RECORD".
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Nel tracciare il quadro della settimana a venire, l'analisi finanziaria Kobeissi Letter riferisce agli abbonati di "prepararsi ad una maggiore volatilità".
Questa settimana i dati statunitensi si uniranno alla pubblicazione degli utili, ha spiegato, mentre i funzionari della Fed commenteranno la politica generale.
"Il bear market mediano con una recessione risalente al 1929 ha subito un calo del 39%", riporta Kobeissi in un recente post, a proposito della forza del mercato azionario:
"Inoltre, il bear market mediano con una recessione dura 16 mesi. Attualmente siamo solo a 10 mesi e l'S&P 500 è sceso solo del 28%. La storia continua a suggerire che ci aspetta altro dolore".
Al di là delle azioni, l'indice del dollaro statunitense (DXY) è rimasto misericordiosamente statico, evitando finora un altro attacco ai massimi ventennali visti in precedenza.
Facendo eco alla teoria de Il Capo of Crypto, Michaël van de Poppe, fondatore e CEO della società di trading Eight, ha lasciato intendere che questa o la prossima settimana potrebbe arrivare un "po' di sollievo" per gli asset di rischio in generale.
"Un'area cruciale per Bitcoin, visto che è ancora in bilico nel range da più di un mese", riassume in giornata:
"Ha bisogno di rompere con forza i 19.400-19.600$. Se ciò accadrà, la volatilità potrà finalmente entrare in azione. Data la struttura del $DXY e dei rendimenti, mi aspetto che ciò avvenga entro 1-2 settimane".
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Il rischio di breakdown dell'RSI rievoca il 2018
Nel frattempo, coloro che prevedono scenari ribassisti dagli attuali grafici sono impegnati a paragonare la price action attuale con il bottom del bear market del 2018.
Tra questi c'è il popolare analista Matthew Hyland che, malgrado la sua visione tipicamente rialzista, ha poco da festeggiare quando si tratta della price action attesa per i prossimi mesi.
In un tweet di questo fine settimana, Hyland ha segnalato come l'indice di forza relativa (RSI) di Bitcoin stia ripetendo il comportamento osservato durante il minimo siglato nel 2018.
Il grafico condiviso mostra chiaramente le forze dell'attuale bear market, nutrendo i sospetti che il quarto trimestre del 2022 possa reiterare quanto visto quattro anni fa.
Il trading account Stockmoney Lizards conferma di essere "d'accordo al 100%" con l'idea, che utilizza il grafico a 3 giorni.
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La struttura del breakout RSI del 2018 ha comportato una discesa da 5.500 a 3.100$ per BTC/USD, ovvero circa il 40%.
"Ovviamente, stiamo ancora aspettando questo grande movimento", aggiunge Hyland.
Ha inoltre mostrato come il classico indicatore di volatilità delle Bande di Bollinger continui a prevedere una tempesta in arrivo, con un restringimento delle bande che suggerisce un breakout della volatilità.
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Gli Hodler restano determinati come sempre
Osservando il comportamento degli hodler, risulta evidente che la determinazione del detentore medio a lungo termine (LTH) rimane ben salda.
Gli ultimi dati forniti dalla società di analisi on-chain Glassnode confermano un massimo di cinque anni per il numero di Bitcoin persi o fuori circolazione detenuti in cold storage.
Il parametro delle "monete perse o hodlate" porta il conteggio a 7.554.982,124 BTC – ovvero il 40% dell'offerta attuale – al 17 ottobre, il che significa che il numero di BTC fuori dal mercato non è mai stato così elevato da fine 2017.
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Allo stesso modo, anche la distribuzione sta continuando un trend in accelerazione visibile in tutto il 2022. Il numero di wallet con un almeno un intero Bitcoin ha raggiunto il massimo storico di oltre 908.000 unità.
Sebbene sia aumentata complessivamente nella seconda metà del 2021, la tendenza ha acquisito un notevole slancio quest'anno, come mostra Glassnode.
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Analizzando le monete perse nell'ambito della sua newsletter settimanale "The Week On-Chain", Glassnode ha concluso che l'attuale bear market non è ancora all'altezza degli altri in termini di intensità:
"La redditività della rete non ha raggiunto lo stesso livello di grave sofferenza finanziaria dei cicli passati. Tuttavia, l'aggiustamento dettato dalle monete HODLate o perse può spiegare una ragionevole quota di questa divergenza", ha illustrato la scorsa settimana.
Tuttavia, quando si tratta di coloro che sono abituati a detenere i propri asset durante i mercati ribassisti, sembra che ci sia poca voglia di capitolare rispetto agli attuali livelli di prezzo.
La paura entra nel secondo mese consecutivo
Allo stato attuale, sembra che non si riesca a scrollarsi di dosso la paura, con il Crypto Fear & Greed Index che riporta "paura" o "paura estrema" per due mesi di fila.
L'indice utilizza un paniere di fattori per calcolare un punteggio normalizzato per il sentiment del mercato, con il 2022 che ha fornito risultati diversi rispetto la maggior parte degli anni precedenti.
In precedenza, l'Indice ha registrato il periodo più lungo di sempre in "estrema paura", un'impresa che attualmente è ad un mese di distanza dal ripetersi.
Alla data odierna l'Indice misura 20/100, circa 10 punti in più rispetto ai classici minimi dei bear market, ma ben 14 punti in più rispetto al minimo di quest'anno.
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Le opinioni qui espresse sono esclusivamente dell'autore e non riflettono necessariamente quelle di Cointelegraph.com. Ogni investimento comporta dei rischi: dovresti condurre le tue ricerche prima di prendere una decisione.