L'organo fiscale del Regno Unito aggiorna le proprie politiche sulle criptovalute: approfondimento

A poche settimane dalla pubblicazione di nuove linee guida sulla tassazione delle criptovalute da parte dell'Internal Revenue Service degli Stati Uniti, anche la Her Majesty’s Revenue and Customs (HMRC), l'organo che nel Regno Unito si occupa della riscossione delle imposte, ha aggiornato le proprie politiche fiscali sulle criptovalute, sia per quanto riguarda le aziende che per i privati.

L'approccio della HMRC è prevedibilmente molto conservativo, ed in linea con quello di molti altri paesi. La HMRC non considera le criptovalute una reale forma di denaro: il documento pubblicato dall'istituzione utilizza infatti il termine "cryptoasset", non "cryptocurrency".

Per quanto riguarda il caso specifico dei singoli individui, la HMRC considera le attività legate alle criptovalute un investimento personale soggetto alle imposte sulle plusvalenze, da pagare soltanto quando le monete digitali vengono vendute in cambio di denaro tradizionale, utilizzate per l'acquisto di beni o servizi, in caso di donazione e, a differenza dell'autorità fiscale francese, anche quando vengono scambiate in cambio di altre criptovalute.

L'imposta sulle plusvalenze viene già utilizzata in numerosi paesi, come Stati Uniti e Israele, per tassare le attività legate alle criptovalute. Tuttavia, mentre altre nazioni faticano a tracciare un confine ben definito fra attività personale e trading professionale, la HMRC sostiene in maniera chiara che le criptovalute rientrano nella definizione di attività commerciale "soltanto in circostanze eccezionali":

"La HMRC si aspetta che le persone acquistino e vendano cryptoasset con tale frequenza, livello di organizzazione e ricercatezza che l'attività di per sé equivale al trading finanziario."

Il documento definisce inoltre che le attività di mining e i salari dei dipendenti sono soggetti alle imposte sul reddito.

Il mining di criptovalute da parte di singoli individui può essere classificato come attività commerciale. La HMRC prenderà in esame svariati fattori per decidere la giusta classificazione, come grado dell'attività, organizzazione, rischi e potenziale di commercializzazione.

Se l'attività di mining non corrisponde a un vero e proprio business, qualsiasi criptovaluta ottenuta grazie al mining potrà essere tassata come reddito. Se invece rientra nella classificazione di attività commerciale, potrebbero essere applicate imposte sulle società e sul valore aggiunto. Nei casi in cui l'individuo non vende immediatamente le criptovalute ottenute tramite il mining, sarà soggetto ad imposte sul valore aggiunto soltanto quando tali monete verranno effettivamente vendute o scambiate per altre valute.

Agli airdrop possono essere applicate imposte sul valore aggiunto o sul reddito, a seconda delle circostanze. Se un airdrop viene condotto in seguito ad un chain split o altri eventi che non costituiscono un pagamento per aver offerto un servizio, si applicano imposte sul valore aggiunto. Se invece l'airdrop è legato alla vendita di un servizio, in tal caso verrà tassato come reddito.

È chiaro inoltre che la Her Majesty’s Revenue and Customs comprende la natura estremamente volatile dei mercati delle criptovalute, e cosa questo comporta per la tassazione. Il documento tenta infatti di prevenire che questa volatilità venga sfruttata per manipolare le imposte dovute allo Stato, inserendo una regola per le criptovalute vendute e acquistate in un arco di tempo relativamente breve. Questa regola si applica nel caso in cui un individuo abbia acquisito dei token, che sono stati poi venduti o scambiati entro 30 giorni dalla vendita o dalla cessione della stessa tipologia di token.

L'approccio conservativo della HMRC si applica anche alle attività commerciali. Le aziende operanti nel settore delle criptovalute non troveranno alcun beneficio fiscale nelle nuove politiche introdotte dall'istituzione britannica.

Le compagnie crypto del Regno Unito sono infatti soggette ad imposte sulle società sia sui guadagni che sui profitti. Qualsiasi prodotto o servizio venduto in cambio di token crittografici è inoltre soggetto ad IVA. Detto questo, la HMRC ha deciso che, ai sensi del Value Added Tax Act 1994, i servizi finanziari offerti dagli exchange di criptovalute o altri servizi necessari per lo scambio di token saranno esenti da IVA.

Le aziende che pagano stipendi in criptovalute saranno soggette ad imposte sul reddito, nonché a contributi assicurativi nazionali in base al valore dell'asset.

Senza dubbio il 2019 verrà ricordato come l'anno dell'introduzione di linee guida per la tassazione delle criptovalute. A undici anni dalla nascita di Bitcoin, le nazioni di tutto il mondo stanno finalmente facendo chiarezza riguardo alla tassazione delle attività con criptovalute. Forse nel 2020 assisteremo finalmente ad un incremento significativo delle dichiarazioni fiscali.

Le idee e le opinioni espresse in questo articolo sono unicamente quelle dell'autore, e non riflettono necessariamente il punto di vista di Cointelegraph.com.

Or Lokay Cohen è il vicepresidente di Bittax, piattaforma dedicata al calcolo fiscale delle attività con criptovalute. Or possiede oltre dieci anni d'esperienza nel campo delle regolamentazioni, grazie alla gestione di un'importante società di consulenza fiscale. Ha conseguito una laurea LL.M. in giurisprudenza, un B.A. in comunicazioni ed un M.A. in management e politiche pubbliche. Nel suo lavoro presso Bittax, Or ha promosso l'obiettivo di colmare il divario tra criptovalute e tassazione, per consentire la rendicontazione fiscale in un quadro normativo chiaro e con specifici metodi di identificazione.