La Corte Suprema Indiana continua a sostenere il divieto sulle criptovalute della banca centrale

Secondo quanto riportato da Quartz India, la Corte Suprema Indiana non garantirà aiuti provvisori alle imprese danneggiate dal divieto della Reserve Bank of India (RBI).

La Corte Suprema si è quindi ancora una volta rifiutata di sospendere la circolare emanata il 6 aprile dall'RBI, che aveva ordinato a tutte le banche di interrompere ogni rapporto esistente con exchange e trader di criptovalute a partire dal 6 luglio.

Il controverso blocco della banca centrale ha dato luogo a petizioni partite sia dal pubblico che dalle industrie e a ricorsi in tribunale che contestano l'incostituzionalità della decisione.

A richiedere che l'udienza, inizialmente prevista per il 20 luglio, si fosse svolta oggi è stata l'Internet and Mobile Association of India (IAMAI), che annovera tra i suoi membri molti exchange di criptovalute che hanno deciso di contrastare la posizione dell'RBI.

Durante una precedente udienza del 17 maggio, alla IAMAI è stato richiesto di presentare una dichiarazione alla banca centrale. A riguardo, Quartz India riporta le parole di Nischal Shetty, CEO dell'exchange di criptovalute WazirX:

"Avevamo presentato una dichiarazione dettagliata che avrebbe potuto consentire alla RBI di avere un'idea più chiara in merito a blockchain, exchange, etc., ma non ci hanno mai risposto. Oggi, la Corte Suprema ha anche ordinato alla RBI di fornire una risposta entro sette giorni."

Un post su Twitter da parte di un team di avvocati indiani conferma che la Corte Suprema ha ordinato alla RBI di fornire delle "risposte motivate" alla dichiarazione della IAMAI. La Corte Suprema valuterà le petizioni esistenti durante l'udienza del 20 luglio citata in precedenza.

In contrasto con la sua dura linea contro le valute decentralizzate, pare che la RBI stia considerando di emettere la propria criptovaluta statale (CBDC).