Il settore delle criptovalute dovrà affidarsi alle banche per spostare i fondi, afferma un dirigente di JPMorgan Chase

Ron Karpovich, Global Head of eCommerce Solutions di JPMorgan Chase, ha affermato che è presente "più collaborazione che concorrenza" fra istituzioni finanziarie e settore delle criptovalute. Tali dichiarazioni sono state rilasciate durante un'intervista recentemente trasmessa su CNBC.

Quando gli è stato chiesto come il colosso bancario pianifica di competere con le nuove aziende, che offrono servizi basati su tecnologie rivoluzionarie come blockchain e monete digitali, Karpovich ha spiegato:

"In fin dei conti, gli innovatori del settore delle criptovalute dovranno utilizzare una banca per spostare i fondi. Nell'ambiente è presente più collaborazione che concorrenza [...] Per quanto riguarda invece margini e capacità, i pagamenti non sono qualcosa che cresce in margini, nessuno vuole pagare per un pagamento. È questa una delle parti più complesse di questo processo: le risorse sono limitate, pertanto servono processi molto efficienti e grosse aziende."

Karpovich ha successivamente dichiarato che, nonostante la blockchain potrebbe effettivamente rivoluzionare l'industria dei pagamenti, è probabile che in futuro i consumatori non noteranno questa trasformazione, in quanto la tecnologia potrebbe svilupparsi in secondo piano e semplicemente migliorare efficienza e costi dei servizi.

Per quanto riguarda JPM Coin, la criptovaluta di JPMorgan Chase svelata lo scorso mese, Karpovich ha negato che questa iniziativa rappresenta un cambio di posizione della banca nei confronti delle monete digitali:

"Penso sia diverso scambiare una criptovaluta universale presente nel mercato rispetto a sfruttare una tecnologia volta a migliorare l'infrastruttura dei pagamenti. A nostro parere si tratta di un'innovazione che consente di portare a termine transazioni in maniera più semplice e veloce: ogni CEO vorrebbe rendere le cose più semplici e veloci. Da questo punto di vista, direi che siamo più interessati al concetto di blockchain."

Questo mese Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, ha fortemente criticato la criptovaluta di JPMorgan Chase, definendola priva dell'interoperabilità necessaria per diventare una reale innovazione:

"La scorsa settimana questo tizio di Morgan Stanley mi stava intervistando, e allora gli ho chiesto: Morgan Stanley utilizzerà JPM Coin? Probabilmente no. La userà Citi, oppure PNC? La risposta è stata di nuovo no. Avremo quindi tutte queste monete differenti, e torneremo al punto di partenza: una mancanza di interoperabilità."