Il 6 agosto, l'Holding finanziaria sudcoreana KB Financial Group Inc. ha pubblicato un sondaggio da cui emerge che la maggior parte dei sudcoreani intervistati non ha intenzione di investire in criptovalute.

KB Financial Group Inc. ha sede a Seoul, e si occupa di servizi bancari e finanziari. La loro indagine ha coinvolto 600 famiglie che possedevano asset finanziari superiori a 500 milioni di KRW (circa 447.000 dollari) da aprile a maggio, e 40 individui con oltre 1 mld di KRW in asset finanziari (circa 894.000 dollari).

Il 74,8% dei sudcoreani intervistati ha dichiarto di non avere alcuna intenzione di investire in criptovalute, mentre il 23% ha dichiarato che gli investimenti dipendono dalla situazione e solo il 2% circa prevede di investire in criptovalute in futuro.

Intanto, secondo il Token Post, nel resto del mondo la situazione sembra avere dinamiche più positive. Il report del KB Financial Group rileva che il 29% dei detentori di asset internazionali e il 52% di quelli asiatici (esclusi quelli in Giappone) sarebbero interessati agli investimenti in criptovalute.

Dopo la cosiddetta "criptomania", il rapporto della Corea del Sud con le criptovalute è cambiato spesso. Il paese ha vietato il trading anonimo e ha proibito ai dipendenti statili di commerciare criptovalute, per poi legalizzare il Bitcoin (BTC) come metodo di rimessa e revocare il divieto sulle Initial Coin Offering (ICO).

A luglio, la Bank of Korea ha pubblicato un report in cui sosteneva che le criptovalute non rappresentano una minaccia per il mercato finanziario locale, sottolineando che "il numero degli investimenti in criptovalute non è molto grande".