Secondo un disegno di legge appena presentato, i legislatori del Kenya starebbero valutando l'introduzione di una tassa del 3% sui trasferimenti di criptovalute e token non fungibili e di una tassa del 15% sui contenuti online monetizzati.

Presentato al Parlamento keniota il 4 maggio, il Finance Bill 2023 prevede l'introduzione di un'imposta sugli asset digitali, sul "reddito derivante dal trasferimento o dallo scambio di asset digitali" nonché un linguaggio specifico per gli NFT.

Il disegno di legge sarà sottoposto a cinque sessioni di letture, commissioni e relazioni da parte dell'Assemblea nazionale; se approvato, sarà sottoposto al presidente per l'approvazione definitiva della legge.

Gli exchange di criptovalute o coloro che avviano il trasferimento di criptovalute o NFT saranno tenuti a riscuotere l'imposta, dovendo dedurre il 3% del valore dei trasferimenti da versare al governo. Gli exchange che non sono registrati in Kenya dovranno registrarsi sotto il regime fiscale.

Il Kenya ora tasserà
- crypto
- contenuti online monetizzati

Il disegno di legge mira anche a introdurre una tassa sulla "monetizzazione dei contenuti digitali", imponendo un'imposta del 15% sui creatori di contenuti pagati per promuovere e pubblicizzare prodotti e servizi online, tra cui, ma non solo, sponsorizzazioni, marketing di affiliazione, vendite di merci e abbonamenti a pagamento.

La sezione del disegno di legge relativa agli asset digitali ha suscitato reazioni contrastanti in rete.

Alcuni si sono dimostrati soddisfatti nel vedere che le criptovalute e gli NFT siano stati apparentemente riconosciuti ufficialmente nel Paese. In precedenza, la Banca Centrale del Kenya aveva messo in guardia dall'uso delle criptovalute, ma non era stato posto alcun divieto assoluto.

Rufas Kamau, un analista di ricerca e di mercato keniota, ha twittato il 4 maggio che la tassa del 3% fosse "uno scherzo" e ha sarcasticamente domandato se si applicasse ai "punti fedeltà dei supermercati e delle carte di credito".

L'aliquota fiscale è del 3% su ogni transazione. Che buffonata!

Il gruppo keniota di difesa delle criptovalute, Cryptocurrency Kenya, ha twittato che tale tassa digitale "deve essere applicata a [...] tutto ciò che è digitale", sostenendo che una tassa solo sulle criptovalute costituisce una "vessazione mirata".

Il gruppo ha inoltre sottolineato che la tassa risulti più elevata rispetto alle commissioni applicate dagli exchange, paragonando le imposte del 3% proposte dal governo alle commissioni di trading dello 0,10% di Binance.

"Per il valore di TRASFERIMENTO o SCAMBIO".

Binance applica una commissione dello 0,10% per il trading sulla piattaforma e una commissione dello 0,50% per l'acquisto/vendita istantanea.

Il governo sta tentando di ottenere il 3%...

Bene... #CryptocurencyKE #SpaceYaCrypto #Bitcoin

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Il Kenya ha tentato per la prima volta di regolamentare le criptovalute a novembre, introducendo emendamenti alle sue leggi sul mercato dei capitali che richiedono a coloro che possiedono o commerciano in criptovalute di riferire alle autorità le informazioni sulle loro attività.

Un rapporto di settembre della società di analisi blockchain Chainalysis colloca il Paese al 19° posto in termini di adozione di tali strumenti.

Traduzione a cura di Walter Rizzo