Le criptovalute decentralizzate devono essere suscettibili ad attacchi 51%, afferma Charlie Lee di Litecoin

Una criptovaluta decentralizzata è per definizione vulnerabile ad attacchi 51%: lo ha affermato Charlie Lee, creatore di Litecoin (LTC), in un recente messaggio su Twitter.

Dopo la notizia riguardante le attività di mining sospette sulla rete di Ethereum Classic (ETC), che molti hanno appunto definito un tentativo di attacco 51%, Lee ha spiegato:

"Per definizione, una criptovalute decentralizzata deve essere suscettibile ad attacchi 51%, mediante hashrate, stake e/o altre risorse acquisibili in maniera permissionless. Se una moneta non può essere attaccata in questo modo, allora si tratta di una rete centralizzata."

Il commento di Lee è stato pubblicato in risposta ad un recente annuncio di Coinbase, che avrebbe individuato una "riorganizzazione della chain" e casi di double spend sul network di ETC. Il giorno successivo l'azienda ha segnalato altre dodici riorganizzazioni della rete, svelando che il double spend aveva già generato 219.500 ETC, equivalenti a circa 1,1 milioni di dollari.

Nel tentativo di limitare i danni, Coinbase ha temporaneamente sospeso sia depositi che prelievi per Ethereum Classic.

In data 7 gennaio gli sviluppatori di ETC avevano negato che questo strano consolidamento dell'hashpower fosse un attacco 51%, affermando che "si tratta probabilmente di selfish mining" e che i casi di double spend non erano affatto avvenuti.

Poco dopo il team di ETC ha ipotizzato che l'incremento dell'hashrate potrebbe essere dovuto ad un test delle nuove macchine ASIC prodotte dall'azienda cinese Linzhi. Il Direttore delle Operazioni della compagnia ha tuttavia negato tali affermazioni, ed il messaggio su Twitter è stato quindi cancellato.