McAfee sotto accusa dall'IRS: condurrà la sua campagna per le presidenziali del 2020 "in esilio"

L'imprenditore e sostenitore delle criptovalute John McAfee è scappato dagli Stati Uniti per condurre la sua campagna presidenziale per il 2020, dichiarandolo in un video postato il 22 gennaio. McAfee sostiene di essere stato imputato dalle autorità fiscali statunitensi, e ha perciò intenzione di condurre la sua campagna da una barca in acque internazionali.

La controversa figura della comunità cripto, che ha intenzione di candidarsi alle presidenziali del prossimo anno, sostiene di "aver saputo" di essere al centro di un'indagine dell'Internal Revenue Service (IRS).

Nonostante abbia dichiarato di non essere a conoscenza dell'esatta natura delle accuse a lui attribuite, McAfee ha aggiunto di non aver pagato le tasse negli ultimi otto anni.

"Non ne ho fatto mistero: non ho presentato nessuna dichiarazione dei redditi", ha affermato nel primo dei numerosi video blog caricati su Twitter martedì, aggiungendo:

"L'IRS ha convocato una gran giurì nello stato del Tennessee per accusare me, mia moglie [...] e quattro persone che collaborano alla mia campagna di crimini non specificati di natura penale."

McAfee stava parlando da una barca in una località sconosciuta, che si troverebbe in acque internazionali, dalla quale condurrà la campagna presidenziale attraverso l'uso di proxy sul territorio degli Stati Uniti.

Negli ultimi anni, il magnate della tecnologia ha dimostrato di essere un forte sostenitore delle criptovalute. Come molti ricorderanno, ha scommesso pubblicamente "mi succhierò il ca**o in tv" se il prezzo del Bitcoin (BTC) non toccherà il milione di dollari entro il 2020.

E la comunità sembra proprio non voler dimenticare questa scommessa, andata ormai ben oltre i social media: qualcuno ha addirittura creato un sito web dedicato per tenere traccia della previsione di McAfee.

Altre attività del magnate hanno invece avuto meno successo. L'anno scorso, McAfee ha approvato il wallet di Bitcoin Bitfi, scommettendo che nessuno sarebbe riuscito a comprometterlo.

Quando poi qualcuno è riuscito a violarne i sistemi di sicurezza, è scoppiata una vera e propria battaglia sui social, che ha portato la stessa Bitfi a rimuovere la parola "inhackerabile" dal branding del dispositivo.