Il cofondatore di OneCoin si dichiara colpevole, rischia 90 anni di carcere

Konstantin Ignatov, cofondatore di OneCoin, nota truffa a base di criptovalute del valore di svariati miliardi di dollari, ha ammesso la sua colpevolezza. Secondo quanto riportato dalla BBC il 14 novembre, Ignatov avrebbe firmato un patteggiamento il 4 ottobre e rischia ora fino a 90 anni di carcere. La notizia è stata resa pubblica il 12 novembre.

Dopo essere stato arrestato all'aeroporto internazionale di Los Angeles a marzo, Ignatov si è dichiarato colpevole di diverse accuse, tra cui riciclaggio di denaro e frodi. Anche se rischia fino a 90 anni di carcere, deve ancora essere condannato e, non dovrà subire ulteriori accuse penali per il suo ruolo in OneCoin, ad eccezione di potenziali violazioni fiscali.

Lo schema Ponzi OneCoin ha raccolto 4 miliardi di euro

Come riportato in precedenza, OneCoin è una nota "exit scam", come la famosa truffa BitConnect.

Fondata nel 2014, la società con sede in Bulgaria rimane pienamente operativa ancora oggi, nonostante gli investitori la accusino di aver raccolto 4 miliardi di euro in uno schema Ponzi.

Ignatov si scaglia contro la cofondatrice di OneCoin Ruja Ignatova

Inoltre, Ignatov avrebbe fornito maggiori dettagli su sua sorella, la cofondatrice di OneCoin Ruja Ignatova, nota anche come "cryptoqueen". Mentre testimoniava nel processo contro Mark Scott, che l'avrebbe aiutato a riciclare quasi 400 milioni di dollari tramite OneCoin, Ignatov ha dichiarato che sua sorella ha ottenuto un passaporto e dei biglietti per l'Austria e la Grecia.

Ignatov ha dichiarato che Ignatova considerava "haters" chi criticava OneCoin e temeva che qualcuno vicino a lei l'avrebbe consegnata all'FBI. Ignatov disse anche di aver assunto un investigatore privato per trovare Ignatova, aggiungendo che non le aveva parlato da quando era scomparsa.

Alla ricerca di Ignatova

Come riportato da Cointelegraph, Ignatov ha dichiarato che dopo che sua sorella è fuggita, il personale di sicurezza che l'ha accompagnata gli ha riferito che Ignatova aveva incontrato delle persone di lingua russa. Matthew Russell Lee, fondatore di Inner City Press, ha dichiarato che la sorella di Ignatov lo ha informato di avere il sostegno e la protezione di un cittadino russo "ricco e potente", di cui però non si conosce il nome.