Secondo quanto riportato in data 30 agosto dal portale d'informazione Business Insider, pare che CBOE Global Markets, la compagnia che gestisce il Chicago Board Options Exchange (CBOE), abbia intenzione di lanciare dei contratti future per Ethereum (ETH).
Alcune fonti vicine alla questione hanno svelato che il lancio di tali contratti è previsto entro fine anno, e che si baseranno sul mercato di Gemini, l'exchange di criptovalute di proprietà dei fratelli Winklevoss.
A dicembre 2017 il CBOE ha lanciato dei future per il Bitcoin (BTC). I contratti future rappresentano un accordo di acquistare e vendere un determinato prodotto, in una certa data futura e ad un prezzo specifico, permettendo agli investitori di speculare sul valore del BTC senza possedere effettivamente la criptovaluta.
Pare inoltre che la fase di preparazione sia già stata completata, e che il CBOE stia unicamente attendendo l'approvazione da parte della Commodities Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti.
A giugno la Securities and Exchange Commission (SEC), un altro importante organo statunitense di regolamentazione, ha affermato che Ethereum non è una security. Chris Concannon, presidente di CBOE Global Markets, aveva commentato tale notizia dichiarando che "questo annuncio rimuove un importante ostacolo per i future su Ethereum, una possibilità che stiamo considerando sin dal lancio dei primi future sul Bitcoin a dicembre 2017".
Lo scorso mese il Chicago Mercantile Exchange (CME) ha rilasciato un resoconto sul volume medio giornaliero dei contratti future sul Bitcoin, rivelando un incremento del 93% nel secondo trimestre del 2018 rispetto al primo. Il CME ha inoltre affermato che il tasso di open interest, ossia il numero di contratti future attivi, ha superato quota 2.400: un rialzo del 58% rispetto al primo trimestre.
Poco dopo il CBOE, a dicembre dello scorso anno anche il CME ha lanciato dei contratti future sul Bitcoin. A luglio il CEO della compagnia Terry Duffy ha tuttavia dichiarato che per il momento non verranno introdotti future per monete differenti dal BTC, citando come motivazione principale l'alta volatilità di tali asset.