Proseguono i nostri approfondimenti sul tema tasse e criptovalute. Come anticipato nei precedenti contributi, la neonata Legge n.197/2022 dedica una parte del proprio testo a questa tematica. In questa sede approfondiremo l’art. 33 del disegno di legge dal titolo “Rideterminazione del valore delle cripto-attività”.

Vediamo di che cosa si tratta e come influisce sul calcolo delle tasse sulle criptovalute.

Tasse criptovalute: come calcolare il costo di acquisto?

Partiamo da una premessa. La differenza tra corrispettivo percepito dalla cessione di criptovalute e il costo di acquisto può originare plusvalenze o minusvalenze. Come già ricordato, il costo di acquisto deve essere documentato dal contribuente con elementi certi e precisi. In mancanza di questi, il costo si assume sia uguale a zero. Chiunque abbia un minimo navigato nella DeFi è ben consapevole di quanto sia complesso tentare di ricostruire il costo di acquisto di una particolare cripto-attività. Per non parlare del fatto che ad oggi non è chiaro quando la documentazione prodotta dal contribuente possa caratterizzarsi dagli elementi di certezza e precisione.

Ci immaginiamo che in mancanza di tali elementi, il costo di acquisto di una criptovaluta che nel tempo si è apprezzata possa essere ricondotto a zero. In altre parole: la possibilità di dover pagare il 26% di imposta sostitutiva sul 100% del corrispettivo percepito è particolarmente alta. A tal proposito “viene in soccorso” il comma 133 della Legge di Bilancio 2023: secondo quest’ultimo, per ciascuna cripto-attività posseduta al 1° gennaio 2023 può essere assunto come costo di acquisto il valore a tale data. In pratica viene concessa al contribuente la possibilità di rideterminare il costo di acquisto delle criptovalute possedute al 1° gennaio 2023.

Così facendo verrebbero meno le complicazioni derivanti dal lungo e dispendioso processo di ricostruzione del costo di acquisto originario, essendo infatti sufficiente considerare come costo di acquisto il valore delle proprie criptovalute alla data del 1° gennaio. A questo punto però la domanda sorge spontanea.

Tasse criptovalute e rivalutazione al 1° gennaio 2023

Quale valore? Da quale mercato? Come è possibile rideterminare il valore di acquisto in maniera congrua in assenza di un mercato regolamentato? Nel testo di legge sarebbe stato meglio inserire l’obbligo di perizia effettuata da un Dottore Commercialista, come suggerito dallo Studio Capaccioli, per alimentare la certezza e la precisione degli elementi probativi a supporto dei contribuenti.

Questi ultimi potranno rivalutare il costo di acquisto delle proprie criptovalute ad una condizione: si tratta del pagamento di un’imposta sostitutiva del 14% da versare entro il 30 giugno 2023. La legge prevede altresì la possibilità di rateizzare tale imposta in 3 rate annuali di pari importo, tramite il pagamento ulteriore di interessi nella misura del 3% annuo.

Dal tenore letterale della norma si avverte però una potenziale criticità. Il testo della Legge infatti recita:“per ciascuna cripto-attività posseduta alla data del 1° gennaio 2023”. Si desume che, qualora si propendesse per la rivalutazione, si debba considerare l’intero quantitativo di cripto-attività possedute, limitatamente ad una determinata blockchain o protocollo. Ad esempio: se decido di rivalutare i miei Bitcoin al 1° gennaio 2023, dovrò considerare la totalità dei miei possedimenti in BTC, indipendentemente dalle varie modalità di detenzione sfruttabili.

La domanda che molti si porranno in questo momento sarà: optare per la rivalutazione dei miei asset mi permette di risparmiare ed alleggerire le tasse sulle mie criptovalute? L’imposta sostitutiva del 14% è sicuramente inferiore a quella “ordinaria” del 26%, ma è opportuno non correre troppo. Solo un esame approfondito del singolo caso può saggiamente far propendere verso la scelta corretta volta ad ottimizzare il carico fiscale delle tasse sulle proprie criptovalute.

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Giammarco Brega (Studio Brega) è un Dottore Commercialista e Revisore Legale classe 1988. Si occupa di consulenza fiscale e finanziaria, business planning e finanza agevolata.
Nel 2015 ha costituito insieme ad un amico la CB Digital Company Srl, una società che si occupa di social media marketing, con un duplice obiettivo: affiancare brand multinazionali nello sviluppo di strategie di comunicazione e favorire la digitalizzazione delle PMI.
Ama discutere di innovazione: da qualche anno a questa parte la tecnologia blockchain e le dinamiche della token economy sono diventate la sua passione, e favorirne l’impiego da parte delle PMI uno dei suoi obiettivi.