Il suicidio del noto fuggitivo fiscale, sostenitore di Bitcoin e pioniere dei software antivirus John McAfee ha suscitato ieri un’ondata di tributi e teorie complottiste.

Dopo anni in fuga dal fisco e dalle autorità statunitensi, una corte spagnola aveva disposto l’estradizione di McAfee poche ore prima che venisse trovato morto. Se estradato negli USA, il 75enne avrebbe probabilmente scontato una sentenza a vita.

L’ex impiegato della National Security Agency e whistleblower Edward Snowden ha criticato la portata globale delle autorità statunitensi, avvertendo che la morte prematura di McAfee potrebbe non essere l’unica in quanto “la storia di Julian Assange potrebbe finire nello stesso modo”:

“L’Europa non dovrebbe estradare persone accusate di crimini non violenti verso un sistema giudiziario così ingiusto, e un sistema carcerario così crudele, che gli accusati nati in quel paese preferirebbero morire piuttosto di esserne soggetti.”

Charles Hoskinson, fondatore di Cardano, ha lodato i contributi di McAfee all’informatica, descrivendolo come “una delle persone più enigmatiche e interessanti nel settore delle criptovalute e nella storia dell’informatica.” Proseguendo, Hoskinson ha aggiunto che “era anche una persona profondamente turbata,” citando i traumi personali e gli abusi di sostanze ben documentati di McAfee:

“Il motivo del suicidio sembra evidente: McAfee aveva 75 anni, e con l’approvazione dell’estradizione negli USA rischiava più di 30 anni in prigione, se dichiarato colpevole... cosa molto probabile. Sembra che abbia deciso di porre fine alla sua vita in una prigione spagnola invece di una prigione statunitense.”

Il sostenitore di Bitcoin e podcaster Anthony Pompliano ha ricordato McAfee come una persona “gentile, divertente e incredibilmente intelligente,” condividendo un’immagine di sé stesso insieme al pioniere degli antivirus e sua moglie Janice Dyson con armi pesanti sulla barca usata da anni dalla coppia per sfuggire alle autorità:

“Una volta ho avuto l’opportunità di trascorrere una giornata con la leggenda @officialmcafee sulla sua barca alle Bahamas. Era una persona gentile, divertente e incredibilmente intelligente. Ricorderò per sempre quel giorno. Addio a uno degli individui più unici al mondo.”

Kim Dotcom, imprenditore che lotta contro l’estradizione dalla Nuova Zelanda per il suo network di condivisione file Megaupload, ha commentato che l’abuso di stupefacenti di McAfee aveva ostacolato il suo potenziale:

“Un pioniere nella sicurezza dei dati. Ho sempre pensato che faceva troppa baldoria, avrebbe dovuto lasciar perdere le droghe e concentrarsi sull’usare la usa mente brillante per il bene. Quando era lucido pensava solo alla libertà.”

QAnon e teorie complottiste

Sebbene gli stessi rappresentanti legali di McAfee in Spagna abbiano informato Reuters che McAfee si era impiccato per non trascorrere il resto della sua vita in prigione, prevedibilmente internet abbonda di teorie complottiste secondo cui McAfee non sarebbe in realtà morto per mano sua.

Il caos è aumentato poco dopo la sua morte quando l’account Instagram ufficiale di McAfee ha condiviso un’immagine della lettera “Q,” accendendo l’entusiasmo dei complottisti QAnon. Business Insider ha segnalato che alcuni influencer QAnon su Telegram con “centinaia di migliaia di follower” hanno condiviso post in cui mettono in dubbio la storia del suicidio.

Giovedì, i tweet dello stesso McAfee sono stati ritwittati all’infinito, incluso uno risalente a dicembre 2019 in cui affermava che il governo stava minacciando di assassinarlo, e di non credere a nessuna versione degli eventi in cui si fosse suicidato. Tuttavia, il tweet stava promuovendo il suo token crypto “WHACKD,” facendo riferimento alla morte di Jeffrey Epstein e inserendo un link verso il sito dove acquistare il token:

“Sto ricevendo messaggi velati da funzionari statunitensi, che in sostanza dicono: 'Stiamo arrivando McAfee! Ti suicideremo.' Oggi mi sono fatto un tatuaggio per sicurezza. Se mi suicido, non sono stato io.”

Altri complottisti si sono concentrati su un tweet di giugno 2019 in cui McAfee sosteneva di possedere “un tesoro di dati da 31+ terabyte” con prove di corruzione che avrebbero incriminato “un agente della CIA” e “due funzionari delle Bahamas,” affermando che sarebbe stato pubblicato in caso di un suo arresto. Ma McAfee è stato arrestato a ottobre 2020 e nessun tesoro di prove è venuto alla luce:

“Ogni milionario eccentrico che ha problemi con i governi sostiene di avere prove di corruzione e minaccia di rendere tutto pubblico in caso di tragedie. Ma poi le tragedie accadono e le prove non vengono mai rilasciate.”

Vale la pena ricordare che McAfee non era certo estraneo ad affermazioni audaci e bizzarre, come la promessa di mangiare il proprio fallo in diretta nazionale se il prezzo di Bitcoin non avesse superato 1 milione di dollari entro il 2021, il racconto di un suo rapporto sessuale con una balena e la creazione di un nuovo composto narcotico in Belize.

Nelle ultime settimane, i tweet di McAfee avevano assunto un tono sempre più cupo. A maggio, ha rivelato di aver parlato di suicidio con un altro detenuto:

“Oggi un uomo che sta affrontando una situazione difficile mi ha chiesto se conosco un modo indolore per togliersi la vita. Avendo poca esperienza in questo frangente, non sono stato di grande aiuto. La cosa incredibile è che il tono della discussione era come se parlassimo del tempo. Il carcere è un ambiente strano.”

Inoltre, ha detto di essere “un vecchio perso in un Twitter verse quasi infinito, come lacrime nella pioggia,” ammettendo che stava passando “una brutta giornata.

L’avvocato spagnolo di McAfee, Javier Villalba, ha spiegato a Reuters che McAfee non poteva più tollerare essere rinchiuso:

“Questo è il risultato di un sistema crudele che non aveva motivo di chiudere quest’uomo in carcere così a lungo.”