Turchia: il Borsa Istanbul Stock Exchange sviluppa un database blockchain per l'archiviazione dei dati dei clienti

Secondo quanto riportato dal portale d'informazione Daily Sabah, il Borsa Istanbul Stock Exchange (BIST) ha sviluppato un database blockchain per l'archiviazione dei dati dei propri clienti.

Fondato nel 2013, il BIST è nato dall'unione dell'Istanbul Stock Exchange, Istanbul Gold Exchange e Turkish Derivatives Exchange. Stando al resoconto annuale dell'azienda per il 2017, la piattaforma viene utilizzata da 399 compagnie e vanta una capitalizzazione complessiva di mercato pari a 133 miliardi di dollari.

Il database blockchain avrà lo scopo di sincronizzare gli archivi di Borsa Istanbul, Istanbul Clearing, Settlement and Custody Bank (Takasbank) e Central Securities Depository of Turkey (MKK). La nuova piattaforma, "progettata rispettando il concetto di Know Your Customer", si occuperà inoltre di archiviare i dati dei nuovi clienti, gestire la documentazione e modificare le informazioni. "Se necessario, l'applicazione potrà essere utilizzata anche per altri progetti", ha spiegato il BIST.

Ad agosto di quest'anno, la Turchia ha istituito il primo centro blockchain universitario del paese, con l'obbiettivo di garantire un ampio sviluppo della tecnologia e colmare il divario con le altre nazioni. Secondo il direttore Bora Erdamar, tale centro diverrà "il più importante istituto di ricerca, sviluppo e innovazione in Turchia per quanto riguarda lo studio delle tecnologie blockchain".

Ispirata dal successo del Pedro venezuelano, la Turchia sta anche prendendo in considerazione la possibilità di lanciare una criptovaluta nazionale. Nel paese gli exchange godono inoltre del pieno supporto da parte delle banche, semplificando l'acquisto e la vendita di monete digitali per i nuovi trader.

L'interesse della popolazione nelle criptovalute è aumentato in particolar modo in seguito al crollo della valuta nazionale. Lo scorso mese infatti gli exchange locali hanno registrato un incremento dei volumi fino al 150%, poiché i cittadini tentavano di proteggere i propri risparmi dalla svalutazione trasformandoli in Bitcoin.