Jon Cunliffe, vicegovernatore della Bank of England, ha affermato che una svolta radicale nell’emissione e circolazione di valute pubbliche e private potrebbe rendere cruciale in futuro l’accesso a una moneta digitale emessa da banche centrali.
In un discorso all’OMFIF Digital Money Institute di Londra, Cunliffe ha parlato dei trend passati, presenti e futuri nella diffusione delle valute private emesse da banche commerciali, sottolineando che la pandemia di COVID-19 ha accelerato il passaggio da moneta pubblica a privata per i pagamenti quotidiani.
Circa il 70% dei partecipanti a un recente sondaggio della Bank of England ha indicato un utilizzo inferiore di denaro contante rispetto a prima della pandemia, affidandosi generalmente a opzioni come i pagamenti contactless e le transazioni su internet.
Mentre la transizione dal denaro pubblico sotto forma di contanti verso la moneta privata delle banche commerciali continua ad accelerare, Cunliffe prevede che le nuove tecnologie causeranno probabilmente un cambiamento altrettanto significativo dell’uso e persino del concetto di denaro, con potenziali implicazioni per la sua resilienza come convenzione sociale.
La tokenizzazione e le tecnologie a registro distribuito, in particolare quando implementate da enti Big Tech non bancari, forniscono al pubblico forme di denaro più flessibili che offrono nuove funzionalità nel mondo digitale, ha spiegato.
Con l’avvento di nuovi fenomeni come le stablecoin, il denaro programmabile, gli smart contract e i canali di micropagamento, Cunliffe ritiene che le banche centrali stiano già pensando a come adeguare i quadri normativi esistenti, progettati per la circolazione di denaro delle banche commerciali. A causa di queste evoluzioni tecnologiche, le valute statali rischiano persino di scomparire del tutto.
Senza anticipare lo studio della Bank of England su tali questioni che verrà pubblicato a breve, Cunliffe ha argomentato che probabilmente le nuove forme di denaro privato motivano fortemente l’introduzione di una moneta pubblica digitale (ad esempio, una Central Bank Digital Currency, o CBDC) per mantenere la fiducia del pubblico nell’uniformità del denaro; in altre parole, la fiducia nella sostituibilità di tutto il denaro nell’economia nazionale.
Preservare l’accesso al denaro fisico, cosa che la Bank of England si è già impegnata a fare, potrebbe non essere sufficiente:
“Sembra probabile nel Regno Unito che se vogliamo mantenere il denaro pubblico adatto all’uso generale e disponibile ai cittadini, lo Stato dovrà emettere una valuta pubblica digitale in grado di rispondere alle esigenze della vita moderna.”
Inoltre Cunliffe ha segnalato che, soprattutto in periodi di stress sistemico, “la percezione dell’assenza di una via d’uscita dal denaro privato, della mancanza di accesso ad asset sicuri e liquidi garantiti dallo Stato, potrebbe compromettere la fiducia.” Da questo punto di vista, una CBDC sarebbe cruciale per assicurare la stabilità finanziaria a livello nazionale.
A novembre 2020, Cunliffe aveva già commentato che la banca centrale dovrà adattarsi ai cambiamenti nei modelli commerciali delle banche e far fronte alle conseguenze finanziarie e macroeconomiche ad essi associati.