USA: BitGo ottiene il via libera dei regolatori e diventa un depositario cripto

Secondo quanto riportato il 13 settembre dalla CNBC, BitGo, società americana che opera nel settore cripto e blockchain, è stata riconosciuta come depositario cripto qualificato dalla South Dakota Division of Banking.

L'azienda californiana sarà ora soggetta a scrutinio normativo, che comprende i controlli know-your-customer (KYC) e antiriciclaggio (AML) e la presentazione di audit finanziari mensili.

Il cofondatore e CEO di BitGo Mike Belshe ha rilasciato delle dichiarazioni alla CNBC:

"Questo è il tassello mancante per le infrastrutture: l'ambiente di oggi non è affidabile. Ne hanno bisogno tutti: gli hedge fund, i family office...non possono entrare nel settore delle valute digitali finché non hanno un posto regolamentato dove depositarle".

Come già segnalato in passato, molti credono che i servizi di custody siano uno dei principali ostacoli che il mercato delle criptovalute deve superare per poter "maturare" e attirare investimenti istituzionali. Proprio in merito a questo argomento, la CNBC ha intervistato Monica Sommerville della società di consulenza TABB Group:

"Gli investitori istituzionali sono molto interessati a cercare una soluzione, ma per un motivo o per un altro non ne hanno ancora trovata una che ritengono perfetta."

Somerville ha aggiunto di aver lavorato con un family office che archivia le criptovalute dei clienti in piccoli hardware wallet organizzati in dei raccoglitori.

Mentre gli investitori retail individuali hanno l'opzione relativamente sicura di archiviare le proprie criptovalute in cold storage offline, la Securities and Exchange Commission (SEC) impone che family office ed hedge fund utilizzino un ente regolamentato di terze parti nel caso in cui il totale degli asset in loro possesso superi i 150 mln di dollari.

Insieme a quella di BitGo, quest'anno sono state lanciate diverse soluzioni di custody, come quella dell'exchange di criptovalute statunitense Coinbase e della banca giapponese Nomura. Anche l'ICE, il gestore della Borsa di New York, ha intenzione di lanciare una soluzione di custody per criptovalute, come parte della sua imminente piattaforma Bakkt.