Bitcoin (BTC) inizia un’altra settimana in prossimità di massimi storici mentre il dollaro statunitense continua a scendere. Quale saranno le prossime mosse della criptovaluta?
Mentre gli investitori cercano beni rifugio e Bitcoin mostra già uno squeeze sull’offerta, Cointelegraph esamina i fattori che potrebbero influenzare i prezzi durante la settimana.
Il DXY torna a minimi familiari
Le notizie dagli Stati Uniti che la vaccinazione di massa contro il Coronavirus potrebbe iniziare entro un mese hanno spinto gli investitori nel panico verso gli asset di copertura.
Con diversi candidati ora disponibili tra i potenziali vaccini, lo scenario sembra tendere verso l’inizio di una ripresa a livello globale. Questo significa che il dollaro diverrà meno attraente rispetto ad altre destinazioni.
“Le notizie sul vaccino favoriscono l’ipotesi di una ripresa economica globale prima piuttosto che dopo, e lungo la strada l’USD perderà la sua attrattiva come bene rifugio,” ha spiegato Rodrigo Catril, currency strategist di National Australia Bank, in un commento a Bloomberg.
“Questo è uno scenario positivo per gli asset di rischio e negativo per l’USD, soprattutto con la Fed destinata a rimanere ultra-accomodante per un po’ di tempo.”
L’indice del dollaro statunitense (DXY), che traccia l’andamento dell’USD contro un paniere di venti valute nazionali di partner commerciali, è caduto a livelli minimi esplorati due volte da agosto, con perdite mensili complessive del 2,2%.
Come spesso segnalato da Cointelegraph, il DXY tende a mostrare una correlazione inversa con Bitcoin, quindi la debolezza prolungata è associata a una performance più forte per BTC/USD.
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Le prospettive per il dollaro rimangono incerte anche a causa del rischio di nuove sanzioni della Casa Bianca sulle aziende tecnologiche cinesi, che verranno annunciate in settimana.
Lo squeeze dell’offerta è la “storia più importante in Bitcoin”
Tornando a Bitcoin, continua l’emergente discussione secondo cui i compratori stanno chiedendo più monete di quante sia possibile produrne.
Come indicato in precedenza, questo è dovuto prevalentemente a entità aziendali, soprattutto Grayscale, Cash App di Square e PayPal, le cui esigenze stanno aumentando col tempo mentre sempre più clienti decidono di comprare BTC.
Il risultato è che i block subsidy dei miner vanno a ruba e l’unico modo per i compratori di colmare tale lacuna è pagare prezzi più alti per moneta.
“PayPal e Cash App stanno già comprando più del 100% di tutti i Bitcoin di nuova emissione,” ha riassunto la società d’investimenti Pantera Capital in un blog post del 21 novembre.
“Come fa Cash App a ottenere le monete di cui ha bisogno? È qui che entra in gioco l’offerta limitata, l’inelasticità: le compra a un prezzo più alto. Al momento questa è LA storia in Bitcoin.”
Pantera ha presentato un grafico raffigurante il volume di ItBit, l’exchange operato da Paxos, il gestore dei pagamenti che si occupa della nuova funzione di PayPal per l’acquisto di criptovalute. Sembra che la sola PayPal stia comprando il 70% della nuova offerta di Bitcoin.
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Il nuovo status quo è nettamente diverso dall’ultima volta che Bitcoin ha raggiunto livelli vicini a 20.000$. Come suggeriscono vari fattori, questa volta chi sta comprando lo fa per definizione in un’ottica a lungo termine.
“Con BTC a 18,500$, le ricerche su Google per il termine ‘Bitcoin’ non hanno segnato un aumento. Questo non è un rialzo FOMO. È composto da mani ferme. Pochi lo capiscono,” ha twittato lunedì il co-fondatore dell’exchange Gemini, Cameron Winklevoss.
Settimana scorsa, i commenti di un market strategist tradizionale hanno sottolineato l’apparente mancanza d’interesse in Bitcoin da parte dei consumatori mainstream. Questo, ha spiegato a Bloomberg, si è esaurito nel 2017.
I fondamentali si preparano a una forte ripresa
Dopo l’aumento del 4,82% della scorsa settimana, sembra che la difficoltà del network di Bitcoin sia destinata a crescere ulteriormente.
La difficoltà e i suoi adeguamenti automatici, programmati a distanza di 2016 blocchi l’uno dall’altro, sono una funzione essenziale di Bitcoin che consente alla criptovaluta di mantenere il mining dei blocchi a intervalli costanti senza interventi esterni, garantendo così la stabilità del network.
All’inizio di novembre, la difficoltà ha tracciato il calo più grande negli ultimi nove anni in una singola regolazione. Questo sviluppo ha creato un terreno di gioco più accessibile per i miner, con l’aspettativa che una maggiore attività avrebbe portato la difficoltà a crescere nuovamente grazie alla derivante competizione.
Di conseguenza, alla fine di questa settimana la difficoltà dovrebbe vedere una ripresa stimata del 7,7%, annullando quasi completamente l’impatto del calo precedente e aprendo la strada verso nuovi massimi storici.
Allo stesso modo, l’hash rate medio di Bitcoin, ovvero la stima della potenza di calcolo dedicata alla convalida delle transazioni, ha raggiunto 137 exahash al secondo (EH/s), recuperando il 30% dal crollo della difficoltà.
Attualmente, il massimo storico della media a sette giorni dell’hash rate si trova a 146 EH/s, toccato a metà ottobre.
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PlanB: i grandi rialzi devono ancora arrivare
Allargare la visuale, anche solo leggermente, è ancora motivo di grande ottimismo tra alcuni degli analisti di Bitcoin più conosciuti.
Per PlanB, il creatore della serie di modelli previsionali basati sullo stock-to-flow, il vero rialzo di Bitcoin non è ancora arrivato, nonostante i guadagni mensili già del 43%.
Questa osservazione segue il comportamento storico in seguito agli eventi di halving del block subsidy. Nel 2012 e 2016 i primi aumenti si sono presentati qualche mese dopo l'halving, ma i grandi rialzi sono arrivati solo l'anno seguente, più simili a uno tsunami che una lenta marea crescente.
“L’attuale price action di #Bitcoin è piacevole, ma stiamo aspettando un salto reale (come nelle frecce rosse a inizio 2013 e 2017),” ha twittato condividendo il grafico riportato sotto.
“A mio avviso, quello sarà l’inizio del vero bull market e della phase5. Gennaio 2021?”
Come segnalato da Cointelegraph, PlanB non è certo l’unico a considerare l’anno prossimo come il periodo in cui Bitcoin vedrà i suoi giorni migliori.
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L’indice Fear & Greed si raffredda lentamente
La scorsa settimana, i valori preoccupanti forniti dal Crypto Fear & Greed Index hanno presentato argomento contrario a ulteriori guadagni per Bitcoin.
Usando un insieme di fattori per misurare il sentiment tra gli investitori, l’indice ha quasi raggiunto i massimi del 2019, culminati in un grave crollo.
Nella giornata di lunedì, invece, la valutazione “Extreme Greed” del parametro sul sentiment di mercato sta iniziando a scendere lentamente, passando da 94/100 a 90/100.
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“Extreme Greed” si riferisce alla determinazione degli investitori in rapido deterioramento man mano che il prezzo aumenta, segnalando la crescente probabilità di un sell-off.