Stando a quanto riportato da Bloomberg , il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficialmente bandito il Petro, la criptovaluta venezuelana emessa dal governo, in un decreto normativo del 19 marzo.
Tale divieto fa parte di una campagna che punta ad esercitare pressioni sul governo del Presidente Nicolas Maduro. Il decreto vieta ai cittadini statunitensi di effettuare operazioni con la valuta digitale supportata dal petrolio.
L'embargo ostacola i tentativi di Maduro di rimpinguare le riserve di valuta estera del paese. La ICO del Petro accettava solamente transazioni in Dollari e Euro, negando in tal modo la partecipazione ai cittadini del Venezuela: è infatti presente nel paese un divieto che impedisce l'acquisto di valute estere.
L'ordinanza autorizza inoltre il Segretario del Tesoro Steven Mnuchin ad emanare regolamentazioni per far osservare il decreto. Il Dipartimento del Tesoro ha recentemente annunciato nuove sanzioni per quattro funzionari governativi del Venezuela.
Secondo Mnuchin, "il Presidente Maduto ha decimato l'economia del Venezuela e portato ad una crisi umanitaria. Ma piuttosto che rettificare i propri errori, il regime Maduro sta tentanto di aggirare le sanzioni attraverso la valuta digitale Petro."
Già a gennaio di quest'anno il Dipartimento del Tesoro aveva messo in guardia gli investitori dal Petro, definendolo "un altro tentativo di finanziare il regime Maduro, saccheggiando le risorse del popolo venezuelano."
Il Petro fatica a trovare legittimità ed interesse tra i governi stranieri. A febbraio il Venezuela affermò che la Polonia fosse interessata a scambiare cibo e medicine per Petro, dichiarazione subito smentita dal Ministero delle Finanze e degli Affari Esteri del paese.
Pare che anche la Cambogia voglia intraprendere la medesima strada del Venezuela, e sta valutando l'idea di lanciare una propria criptovaluta nazionale: Entepay.