YouTube è stato aggiunto tra gli imputati nella causa collettiva contro BitConnect: lo rivelano i documenti legali presentati in data 3 luglio.

Originariamente la denuncia è stata sporta a gennaio di quest'anno, da parte di sei individui rappresentati dallo studio legale Silver Miller. I querelanti affermano che la piattaforma d'investimento BitConnect abbia distribuito security non registrate sotto forme di monete digitali, ottenendo ulteriori fondi grazie ad un "vasto schema Ponzi". Pare inoltre che BitConnect abbia utilizzato i fondi ricevuti dai nuovi investitori per soddisfare le aspettative di quelli già esistenti, portando ad una quantità di perdite personali pari ad 771.000$.

BitConnect e le società ad essa affiliate avevano pubblicato svariati video promozionali su YouTube, considerati inappropriati in quanto tale materiale veniva utilizzato per adescare nuove persone in uno schema d'investimento fraudolento. I documenti affermano che YouTube non abbia eliminato o demonetizzato questi video, esponendo "innumerevoli" utenti della piattaforma a contenuti potenzialmente nocivi.

Pare che i principali affiliati di BitConnect abbiano pubblicato su YouTube oltre 70.000 ore di materiale, generando circa 58 milioni di visualizzazioni. In una e-mail inviata a Cointelegraph, David Silver di Silver Miller ha spiegato:

"YouTube non viene considerato portavoce o sostenitore dei contenuti presenti sul proprio portale. La responsabilità ricade tuttavia sull'incapacità di YouTube di agire dopo aver scoperto la facilmente prevedibile minaccia rappresentata dai propri partner pubblicitari. Come dice il vecchio detto, a volte chi dorme con il cane si alza con le pulci".

L'accusa afferma che, se YouTube avesse condotto le appropriate ricerche sui propri database, avrebbe prontamente eliminato i video legati a BitConnect. Pare tuttavia che la piattaforma abbia preferito chiudere un occhio e accettare il numero sempre crescente di contenuti nocivi, una decisione che ha incrementato esponenzialmente il numero di vittime.

Il documento cita inoltre Google LLC, che ha recentemente aggiornato le proprie Norme per Servizi Finanziari allo scopo di vietare tutti gli annunci legati alle criptovalute, a causa dei potenziali pericoli per gli utenti dei suoi servizi.

"YouTube ha fallito nel proprio ruolo di guardiano, il cui scopo è quello di informare e proteggere gli utenti dai pericoli che la piattaforma stessa si era prefissata di combattere aggiornando i propri protocolli pubblicitari".