La Eurasian Association Of Blockchain denuncerà Google, Twitter, Facebook e Yandex per aver vietato gli annunci di criptovalute

Stando a quanto riportato in data 27 marzo dal portale d'informazione TASS, le associazioni per la gestione di tecnologie Blockchain in Russia, Cina e Corea del Sud intenteranno una causa a GoogleTwitterFacebook e Yandex per aver vietato sulle proprie piattaforme gli annunci legati alle criptovalute.

A gennaio di quest'anno infatti, Facebook ha annunciato un divieto per le pubblicità legate al settore delle criptovalute, adducendo a "pratiche promozionali ingannevoli". A marzo anche Google ha fatto altrettanto. Recentemente, Twitter ha confermato che vieterà gli annunci connessi a Initial Coin Offering (ICO) e vendite di token. Secondo quanto riportato dai giornali locali, sembra che anche Yandex abbia intenzione di implementare simili divieti sulla piattaforma.

Le organizzazioni coinvolte nella causa legale ai danni dei quattro colossi della rete sono la Russian Association of Cryptocurrency and Blockchain (RACIB), la Korea Venture Business Association e la LCBT, un consorzio cinese formato da investitori in criptovalute.

Yury Pripachkin, presidente della RACIB, ha dichiarato durante la conferenza Blockchain-RF 2018 tenutasi a Mosca il 28 ed il 28 marzo che le azioni di queste quattro aziende hanno influenzato negativamente il mercato delle criptovalute:

“Crediamo che queste quattro aziende abbiano abusato il proprio monopolio, stringendo un accordo di cartello l'una con l'altra allo scopo di manipolare il mercato. Negli ultimi mesi, i divieti delle quattro compagnie hanno portato a notevoli cali nel settore."

Queste organizzazioni hanno inoltre fondato la Eurasian Association of Blockchain, che mira a realizzare un fondo per la formulazione ed il supporto della causa legale. Stando al portale d'informazione locale RIA Novosti, Pripachkin ha dichiarato che chiunque fosse interessato può contribuire al fondo. L'uomo ha poi aggiunto che l'Association mira a denunciare anche gli azionisti delle compagnie, nel caso in cui possiedano portafogli di criptovalute.

“Se salta fuori che gli azionisti o i gestori di queste compagnie possiedono portafogli di criptovalute, e che sfruttano la posizione della propria azienda per manipolare il mercato a scopo personale, saranno perseguibili penalmente."

La denuncia è stata presentata negli Stati Uniti, poiché secondo Pripachkin il paese sarebbe rimasto "leale" alle criptovalute, riferendosi in particolar modo al Wyoming. Negli ultimi due mesi, il governo del Wyoming ha infatti approvato leggi che esonerano le criptovalute dalla tassa di proprietà e allentano la morsa delle regolamentazioni federali.