Giappone: l'operatore dell'exchange GMO promette di migliorare la sicurezza del servizio

Stando ad un comunicato stampa rilasciato in data 30 marzo, GMO Internet, l'operatore della piattaforma giapponese d'exchange GMO Coin, ha annunciato la fondazione del “Group Information Security Audit Office” per promuovere lo sviluppo di misure di sicurezza più robuste, allo scopo di proteggere i dati personali dei clienti.

GMO Coin è stato uno degli exchange ad aver ricevuto un'ordinanza di miglioramento dalla Financial Services Agency (FSA) giapponese, dopo una serie di ispezioni in loco sollecitate dall'attacco informatico di gennaio ai danni di Coincheck.

Al nuovo progetto di GMO Internet, gestito dall'esperto di sicurezza Takeshi Miyazaki, parteciperanno anche consulenti di vigilanza esterni. Il gruppo mira a "proteggere le informazioni personali dei clienti dai sempre più sofisticati attacchi informatici, grazie alle nostre contromisure all'avanguardia e ad un lavoro d'educazione del personale."

Poco più di una settimana fa, in data 22 marzo, GMO Coin ha svelato sul portale dell'azienda di aver già inviato i documenti richiesti dalla FSA al Kanto Local Finance Bureau.

GMO Coin si è poi scusata per gli inconvenienti causati a clienti ed investitori, dichiarando che:

“Abbiamo preso questo punizione amministrativa molto seriamente. [...] Puntiamo a rafforzare il sistema di gestione dei rischi implementando un piano di miglioramento, offrendo servizi che facciano sentire i clienti sicuri e protetti."

GMO Internet è inoltre coinvolta in attività di mining di criptovalute, annunciando a settembre dello scorso anno il proprio piano d'azione per coprire nel 2018 il 6% del mercato del mining di Bitcoin (BTC).

A causa delle più severe regolamentazioni del Giappone, questa settimana due exchange di criptovalute hanno preferito chiudere i battenti piuttosto che sottostare alle richieste del governo. Recentemente anche Binance si è allontanata dal paese, annunciando l'apertura di un nuovo ufficio a Malta.