Secondo quanto riportato dai media locali, le autorità sudcoreane avrebbero scoperto un'operazione clandestina di trasferimento di denaro per un valore di circa 150 miliardi di won (tra i 100 e i 110 milioni di dollari) effettuata tramite asset digitali.
L'agenzia doganale coreana ha deferito alla magistratura tre sospetti, tra cui un cinese di circa 30 anni, con l'accusa di violazione della legge sulle transazioni in valuta estera, secondo quanto riportato lunedì dall'agenzia di stampa Yonhap News.
Negli ultimi quattro anni, l'operazione illecita avrebbe riciclato più di 100 milioni di dollari raccolti tramite WeChat Pay e Alipay, convertiti in crypto tramite exchange esteri e trasferiti in wallet sudcoreani prima di essere riconvertiti in valuta fiat.
Il gruppo ha dissimulato i trasferimenti come spese legittime, tra cui costi per interventi di chirurgia estetica e tasse universitarie per studenti all'estero.
Autorità doganali coreane smantellano giro illecito
Il caso si colloca tra i più grandi schemi di rimesse illegali connessi alle crypto scoperti in Corea del Sud negli ultimi anni e mette in evidenza le crescenti sfide che le autorità si trovano ad affrontare nel tracciare i reati finanziari transnazionali che coinvolgono gli asset digitali.
A dicembre, una donna sulla trentina è stata condannata al carcere per aver riciclato circa 180 milioni di dollari in fondi illeciti attraverso le criptovalute, una delle più grandi operazioni di questo tipo individuate dalle autorità di regolamentazione.
La portata del caso evidenzia le “sfide che le autorità di regolamentazione devono affrontare quando cercano di tracciare i flussi illeciti di criptovalute”, riporta la piattaforma finanziaria OneSafe in un post di dicembre.
“Il fatto che sia riuscita a entrare in questo mondo tramite una chat di gruppo dimostra quanto siano diventati abili i criminali, che utilizzano canali crittografati per operare senza essere individuati dai sistemi bancari tradizionali”.
Quest'ultima indagine si inserisce nel quadro delle misure adottate dalla Corea del Sud per rafforzare la vigilanza sulle attività finanziarie legate alle criptovalute.
La Commissione per i servizi finanziari del Paese si appresta ad ampliare le norme antiriciclaggio applicando i requisiti della Travel Rule alle transazioni di importo pari o superiore a 1 milione di won (680$), imponendo agli exchange di raccogliere dati su tali trasferimenti, come riportato da Cointelegraph a novembre 2025.
L'iniziativa mira a impedire che potenziali operazioni di riciclaggio di denaro sporco suddividano le transazioni in incrementi inferiori a 680$ per evitare di essere individuate.
I funzionari prevedono di finalizzare il nuovo quadro normativo entro la prima metà del 2026 e di presentare gli emendamenti legislativi all'Assemblea Nazionale.

