Come riportato da Yahoo Finance il 5 aprile, Elizabeth Stark, CEO di Lightning Labs e developer del protocollo di scalabilità Lightning, si è opposta al pensiero di Wall Street e della finanza tradizionale secondo il quale sarà la tecnologia Blockchain, e non Bitcoin, a realizzare le promesse alla base del fenomeno cripto.

"Quando abbiamo avviato Lightning Labs, abbiamo evitato di usare la parola "Bitcoin" perché tutti parlavano di Blockchain. Ora sembra essere il contrario, le persone capiscono il valore delle criptovalute e il loro potenziale. Bitcoin è dotato di proof of work e di un sistema di chiavi pubbliche e private. Ci sono altre cose che lo rendono speciale. In qualche modo, la componente Blockchain si è separata ed è diventata una cosa a parte".

Il Lightning Network è una soluzione second-layer che aiuta a risolvere il problema di scalabilità di Bitcoin, aprendo canali di pagamento tra gli utenti e mantenendo così la maggior parte delle transazioni fuori dalla chain, per poi passare alla blockchain solo per registrare i risultati netti.

In questo modo, come delineato nel white paper del progetto pubblicato nel 2015, il protocollo permette di eseguire un alto volume di "pagamenti istantanei fuori dalla chain", cosa che notoriamente Bitcoin da solo non può fare. Citando il picco delle 56.000 transazioni al secondo di Visa, Stark afferma di voler andare anche oltre.

La CEO di Lighting Labs aggiunge che per anni Bitcoin è stato considerato un investimento speculativo, data la mancanza di una "killer app" capace di convincere le persone comuni a usarlo come valuta. Evidentemente la risposta di Stark a queste critiche è proprio il Lighting Network, che vuole tenere ben lontano daI baccano delle Initial Coin Offerings (ICOs):

"Non c'è nessuna ICO per Lightning. Se sei entusiasta del progetto, puoi acquistare dei Bitcoin. Sono sempre stata scettica riguardo alle ICO."

Tra i colossi della finanza tradizionale, dato lo scetticismo sui rischi informatici, la volatilità dei prezzi e l'inadeguata integrità dei mercati molti hanno scelto di sostenere la tecnologia Blockchain e di castigare le criptovalute in sé.

La settimana scorsa, come riportato da Cointelegraph, il governatore della Reserve Bank of India ha ribadito proprio questo concetto:

"Riconosciamo che la tecnologia Blockchain possa portare dei benefici per il settore finanziario, e crediamo che il loro uso debba venir incoraggiato".

Già nel 2016, più di 90 banche centrali in tutto il mondo stavano valutando delle soluzioni Blockchain, e già nei primi mesi del 2018, alcune banche in Malaysia, Taiwan, Polonia, Svizzera, tra le altre, hanno cominciato a svolgere test per l'uso di sistemi Blockchain.